Arte

L’arte della Repubblica: Paolo Antonio Paschetto

Luca Siniscalco
19 luglio 2014
Ragazza con lira, 1908-1910. Olio su tela. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Ragazza con lira, 1908-1910. Olio su tela. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Una funzione fondamentale delle iniziative espositive è la divulgazione dell’opera di artisti meritevoli ma poco noti al grande pubblico. Sotto questo profilo, fondamentale è il ruolo della mostra “Paolo Antonio Paschetto. Artista grafico e decorativo fra liberty e déco”, allestita nella sede del Casino dei Principi ai Musei di Villa Torlonia a Roma e impreziosita dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. A cosa si deve questo riconoscimento ? Non soltanto al valore globale di Paschetto, artista poliedrico ed eclettico, ma alla sua più celebre e geniale ideazione: l’Emblema identificativo ufficiale della Repubblica italiana.

Donna veste verde e lira, 1914, ca. China, matita, acquerello e tempera. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Donna veste verde e lira, 1914, ca. China, matita, acquerello e tempera. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

 

Paolo Paschetto (1885-1963) ha operato per numerosi anni in settori molto diversi: decorazione murale, grafica, arti applicate, pubblicità e francobolli erano ambiti di lavoro amati e praticati in una dialettica fra cultura italiana di provenienza e scenari europei in evoluzione. In occasione dei cinquant’anni dalla morte dell’artista sono state varie le iniziative concepite per ricordarlo; le celebrazioni culminano proprio nella mostra presentata, preceduta di poco dall’esposizione “Paolo Antonio Paschetto grafico”. La presente mostra, a cura di Alberta Campitelli e Daniela Fonti, analizza l’ampia attività artistica di Paschetto con oltre duecento opere, presentando persino del materiale inedito, in gran parte conservato presso gli Eredi Paschetto di Torre Pellice (TO), ma proveniente anche dagli Archivi delle Arti Applicate, dal Museo Storico della Comunicazione (Roma) e da collezioni private. Differenti sezioni affrontano l’opera dell’artista, in una carrellata affascinante ed eterogenea, che include bozzetti e cartoni per affreschi, ma anche mobili, vetrate e ceramiche.

Donna e tigre, 1910. Tempera su carta. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Donna e tigre, 1910. Tempera su carta. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Quella di Paschetto appare un’arte della forma misurata ed elegante, capace di suscitare l’immaginario dei visitatori e di portare nuovamente alla memoria le tappe estetiche di un Paese tanto splendido quanto contraddittorio.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura.

Luca Siniscalco


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