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Arte

L’arte della Tradizione: Claudio Secchi

staff
10 dicembre 2011


Un’arte armoniosa, geometrica, limpidamente tracciata secondo linee chiarificatrici ed esplicative.
Un’arte passionale, coinvolgente, intimamente ed intuitivamente percepita.
I due suddetti approcci artistici, così apparentemente antitetici, sono davvero inconciliabili?
Adottando la prospettiva di Claudio Secchi e della Tradizione che dalla sua opera promana attraverso un vitalismo energico e risoluto, ci concediamo una risposta negativa. Si tratta di una soluzione che trae origine dalla consapevolezza arcaica ma eternamente reale che Tutto è Uno: spirito e materia, luce e ombra si collocano in un rapporto complementare e dialettico, capace di superare se stesso in una sintesi di cui tutte le grandi civiltà tradizionali furono capaci. É nel Tao orientale, nel fuoco eracliteo e nella filosofia pitagorica-solo per fornire alcuni esempi – che tale folgorazione trova una concretezza ciclicamente vorticante nel pensiero filosofico. Ed in Jung (vedi ad esempio il “simbolismo dei mandala” in “Psicologia e Alchimia”) come in Nietszche tale concezione si ripresenta in un Occidente materialistico e positivistico ormai disabitato
dagli dei. Quest’ultimo, ne “La nascita della tragedia”, afferma con efficacia che “lo sviluppo dell’arte è legato alla duplicità dell’apollineo e del dionisiaco, similmente a come la generazione dipende dalla sualità dei sessi, attraverso una continua lotta e una riconciliazione che interviene solo periodicamente”.
É con questo spirito che si può affrontare la produzione artistica di Secchi, il quale intende armonizzare i dogmi dell’Arte Orientale Antica con i dettami dell’Arte Occidentale Contemporanea, per creare un connubio indissolubile mediante la celebrazione di un concetto assoluto e universale di bellezza dell’Arte, nella sua forma più pura e aulica.
Le misteriose geometrie di origine trascendentale raffigurate nelle sue tele si fondano sul medesimo fulcro centrale, costituito da un quadrato posto in diagonale, da cui idealmente tutto promana e contemporaneamente tutto converge, tendendo al Divino e all’infinito.
Estremamente affascinante è la scoperta dell’origo prima dell’ispirazione dell’artista, che dichiara essere fonte
onirica delle proprie opere un sogno del 2005, in cui tre quadri composti dai colori rosso – blu – verde, decorati con intarsi, intrecci e oro, comparvero alla sua vista sognante. In tale “rivelazione” l’artista ha compreso la necessità e lo slancio interiore a compiere un cammino di crescita che l’ha portato a scoprire in sé, attraverso una reminiscenza di impianto platonico, gli archetipi della religiosità umana.
Il riferimento alla numerologia, all’esoterismo ed alla filosofia tradizionale completa questo affresco unico di una “mistica dell’estetica”, per usare un’espressione del critico Pier Damiano Ori; giacchè “senza mito ogni civiltà perde la sua sana e creativa forza di natura: solo un orizzonte delimitato dai miti può chiudere in unità tutto un movimento di civiltà.”(Nietzsche in “La nascita della tragedia”).
La mostra monografica di Secchi,“Geometrie Colorate”, organizzata da Salvo Nugnes, ideatore del marchio “Promoter Gallery Temporary Art Shop”, inaugurata il 20 Novembre a Milano presso la rinomata Galleria d’Arte Famiglia Margini, sita in Via Simone d’Orsenigo 6, è aperta al pubblico sino al 23 Dicembre 2011.

 

Luca Siniscalco


Al link seguente è possibile visualizzare i lavori di Claudio Secchi corredati dalla spiegazione del loro significato: www.claudiosecchi.net.


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