Arte

L’Arte dell’anno: uno sguardo sulle mostre da non perdere

Luca Siniscalco
9 marzo 2014

Il 2014 è ormai cominciato da due mesi e le proposte artistiche ideate per quest’anno continuano a crescere, spingendo gli assidui visitatori delle mostre e gli attenti appassionati d”arte a riconoscere le più interessanti e meritevoli iniziative museali ed espositive.
Per venire incontro a questa esigenza, tanto complessa quanto pragmatica, intendiamo presentare sinteticamente alcune esposizioni particolarmente rilevanti a causa della loro importanza internazionale o in virtù di peculiarità umbratili e talvolta non palesi.

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Fino al 1 giugno 2014 il milieu culturale parigino viene ospitato nella Schirn Kunsthalle di Francoforte, prendendo dimora nella mostra “Esprit Montmartre – La Bohème parigina intorno al 1900”. Il quartiere francese, celebre fra i secoli XIX e XX grazie alla genesi ed alle vicende di un coacervo unico e indimenticabile di artisti, rivive nella sua dimensione di “enorme atelier” per mostrare i suoi frutti più acuti allo spettatore contemporaneo. Degas, Picasso, Toulouse-Latrec e Van Gogh sono solo alcuni dei geni intramontabili che solcarono il quartiere della capitale francese, incidendo l’atmosfera circostante a colpi di colore e creatività poliforme. Tensione libertaria, estetismo esasperato, critica alla borghesia ed alla mediocrità imperante: sono queste solo alcune delle istanze rivendicate da una generazione di transizione verso una modernità sempre più livellatrice.

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo; Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Morte di Cleopatra 1525-1527; olio su tavola; cm 88 x 75 (cm 108,5 x 91,2 x 10,2 con cornice). Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum, Kunstmuseum des Landes Niedersachsen, inv. GG 479

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo; Firenze 1494-Fontainebleau 1540)
Morte di Cleopatra 1525-1527; olio su tavola; cm 88 x 75 (cm 108,5 x 91,2 x
10,2 con cornice). Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum, Kunstmuseum
des Landes Niedersachsen, inv. GG 479

Facendo un salto indietro nel passato, giungiamo a un Cinquecento che all’arte diede tanto, troppo forse perché la sensibilità contemporanea possa coglierne la potenza di elargizione senza superare alcuni preconcetti ormai radicati. Poca originalità e scarso sperimentalismo, infatti; d’altra parte immensa carica metamorfica e cura dell’espressione. É su questi temi che riflette la mostra “Pontormo e Rosso. Divergenti vie della “maniera””, aperta al pubblico sino al 20 luglio presso Palazzo Strozzi a Firenze. L’esposizione celebra i due massimi protagonisti della “maniera moderna” – nota espressione coniata da Giorgio Vasari -, proponendo accostate fra loro le opere del primo, più naturalista, vicino a Leonardo, e del secondo artista, influenzato da suggestioni michelangiolesche nonché dalla letteratura cabalistica e dall’esoterismo. A dimostrazione che il cosidetto manierismo rivela più visioni estetiche e progettualità artistiche di quanto spesso si pensi.

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E questa spinta al superamento è tanto più significativa nel nostro millennio, dove l’arte, stretta fra dilemmi teorici e problemi economico-sociali, si ritrova sempre più in situazioni di difficoltà. Come ci ricorda la collaborazione fra Spazio Tadini e l’associazione Sguardi Altrove, impegnata, quest’ultima, nella promozione della XXI edizione del proprio Film festival. Tema scelto per il 2014: “L’arte al tempo della crisi”. Un argomento complesso ed eterogeneo, che Spazio Tadini aveva già affrontato con due iniziative, nel 2011 – con la mostra-provocazione “Soldi d’artista” – e nel 2012 – con l’esposizione “Ritorno al Mediterraneo”.
La crisi non è affatto superata, il mondo dell’arte ne è ben conscio, come peraltro dovrebbe essere consapevole della natura ambigua di ogni fenomeno di crisi, che è decadenza e spossamento, ma anche transizione e apertura di nuove possibilità.
Sguardi Altrove Film Festival affronta proprio tali tematiche mediante un serrato diaologo fra diversi artisti interessati a ristabilire il primato dell’operazione artistica e intellettuale sulle dinamiche economiche e finanziarie. Un’utopia distante nel tempo e nello spazio, sempre presente nel suo potenziale dinamico. Alla Triennale di Milano, fino al 23 marzo, se ne può cogliere un assaggio, collegato alla sezione cinematografica in programma allo Spazio Oberdan e al Cinema Beltrade.

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Alle stranezze dell’arte è invece dedicata la mostra “Strange beauty: Masters of the German Renaissance”, ospitata presso la londinese National Gallery fino all’11 maggio 2014. Insolito l’obiettivo dell’esposizione: illustrare in modo originale come quelli che attualmente sono considerati capolavori indiscutibili dell’arte occidentale siano stati ben diversamente considerati nel passato, soprattutto in Gran Bretagna. L’arte tedesca, percepita come fredda, distante, ricca di contraddizioni, “strana” appunto, suscitò reazioni impreviste, gravi errori critici, interpretativi e filologici. Una mancanza finalmente superata nella seconda metà del secolo scorso e oggi adeguata a suggerire riflessioni sullo statuto dell’arte in genere.

Luca Siniscalco


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