Arte

L’arte di Ai Weiwei invade Palazzo Strozzi

Rita Cotilli
28 agosto 2016

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Ventidue gommoni arancioni decoreranno dal prossimo autunno Palazzo Strozzi, uno degli edifici simbolo di Firenze e della cultura rinascimentale italiana, puntando l’attenzione sui destini dei profughi che ogni giorno rischiano la vita per arrivare in Europa attraversando il Mediterraneo. L’opera dal titolo “Reframe/Nuova Cornice”, è solo il rendering della mostra dal titolo “Ai Weiwei. Libero”,  dedicata all’artista cinese dal 23 settembre al 22 gennaio 2017.

L’evento, curato da Arturo Galansino, coinvolgerà interamente la struttura cinquecentesca, dalla facciata al cortile, sino al Piano nobile e alla Strozzina, attraverso un progetto unitario che vedrà l’installazione di opere passate e nuove di Ai Weiwei, in un contesto suggestivo ed evocativo dal punto di vista storico e architettonico.

2)Reframe/Nuova cornice, 2016, PVC, policarbonato, gomma, cm 650x325x75 ciascuno (22 gommoni di salvataggio). Courtesy Ai Weiwei Studio

Reframe/Nuova cornice, 2016, PVC, policarbonato, gomma, cm 650x325x75 ciascuno (22 gommoni di salvataggio). Courtesy Ai Weiwei Studio

La “Nuova cornice” di Palazzo Strozzi nasce dal coinvolgimento e impegno dell’artista come attivista sul fronte della crisi umanitaria dei rifugiati e rappresenta una grande occasione per affrontare il tema dell’immigrazione attraverso la cultura. L’opera dà vita a un’insolita decorazione del palazzo rinascimentale, creando un forte contrasto visivo e culturale che tocca un problema legato alla contemporaneità, portando dritti al cuore di una delle tragedie più grandi del nostro tempo.

Ai Weiwei  e il sindaco Nardella

Ai Weiwei e il sindaco Nardella

Con la sua arte Ai Weiwei punta al riconoscimento dei diritti umani ponendo al centro delle sue creazioni sempre l’individuo e l’esperienza drammatica dei singoli, prendendo spunto dalla sua esperienza personale, come quando fu incarcerato perché aveva denunciato il governo cinese per le vittime del terremoto del 2008 nel Sichuan. La sua critica questa volta non è, però, diretta alla Cina ma all’Occidente, ricordando il dramma vissuto da coloro che intraprendono un viaggio disumano verso le coste europee. Le leggere imbarcazioni sulla facciata rimandano alle fragili strutture a cui i rifugiati sono costretti ad aggrapparsi in mare ed evocano, al contempo, il tentativo dei migranti di innestare se stessi in un luogo altro, in un ambiente sconosciuto quale è l’Europa. Attraverso opere come Reframe, Ai Weiwei pone quindi l’attenzione sul significato più profondo dell’esistenza, riuscendo a trasformare un manufatto o un oggetto inerte, come un gommone,  in arte, alla quale restituire il ruolo di denuncia politica e sociale.

 

Ai Weiwei. Libero
Palazzo Strozzi, Firenze
23 settembre 2016/22 gennaio 2017
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00; giovedì dalle 10.00 alle 23.


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