Musica

L’arte trionfa sempre

Daniel Seminara
29 aprile 2013

L’Italia è universalmente nota come il paese dell’arte e della musica. Numerosi politici e personaggi pubblici si sono spesi negli anni per lodare il nostro patrimonio artistico, alcuni arrivando addirittura a sostenere che più della metà dei beni culturali mondiali risieda in Italia. Al di là dei numeri più o meno veritieri è da dire che il nostro patrimonio artistico è notevole per qualità e dimensione, ma che molte volte non è amministrato nel migliore dei modi. Anche nelle istituzioni musicali spesso convivono produzioni di gran valore artistico e fragili basi economiche. La recente riduzione delle sovvenzioni statali al Fondo Unico per lo Spettacolo ha tra l’altro indebolito ancor di più queste basi.

Il caso del Maggio Musicale Fiorentino sale recentemente alla ribalta delle cronache per la  situazione di indebitamento che pone questa storica Istituzione a rischio di fallimento. Il Maggio Musicale è, dopo quello di Salisburgo, il festival lirico più antico d’Europa. Fondato nel 1933 dal direttore Vittorio Gui, affiancò all’inizio alcune celebrazioni in voga a Firenze per l’arrivo della primavera, e prende il nome proprio dal periodo dell’anno in cui si svolge; col passare del tempo è divenuta una delle principali realtà musicali italiane ed europee. Grandi nomi di direttori, compositori e artisti hanno calcato il palcoscenico di questo festival.

La situazione del Maggio è oggi piuttosto critica. I debiti che si sono accumulati negli anni hanno raggiunto la cifra di 35 milioni di Euro. Se da un lato però la gestione economica appare quanto mai problematica, la proposta artistica del Maggio è di notevole livello, ed è essa stessa una prima risposta a questa crisi.

Zubin Mehta ne è senza dubbio uno degli artefici. Direttore stabile dal 1985, ha firmato numerose stagioni di qualità e ha contribuito a dare al Maggio un grande respiro internazionale. A sostegno di questa importante storia ci sono stati diversi appelli alla solidarietà di cittadini e istituzioni, come quello di Riccardo Muti o quello dello stesso Mehta in occasione del concerto dello scorso 14 Aprile.

Nonostante i grandi tagli, quindi, il Maggio non vuole rinunciare alla sua firma artistica anche per la ricorrenza degli ottant’anni dalla fondazione e dei duecento anni della nascita di Verdi e Wagner. Tra gli ultimi concerti ricordiamo quello del 15 Aprile che ha riportato la Filarmonica fiorentina alla Scala dopo 18 anni di assenza in una serata accompagnata dalle musiche di Čaikovskij e di Mahler. Dal 2 al 12 maggio poi andrà in scena Don Carlo con la partecipazione del tenore Massimo Giordano. Il 4 maggio un altro grande ospite sarà Claudio Abbado con la sua Orchestra Mozart che condurrà l’Ouverture dal Tannhäuser di Wagner, il Verdiano Te Deum e la Symphonie Phantastique di Berlioz. Tra gli altri titoli in cartellone ricordiamo The Rape of Lucretia di Britten e un interessante Farnace di Vivaldi, oltre che la Maria Stuarda di Donizetti.

Insomma il Maggio è sicuramente un festival ancora vivo, ci auguriamo quindi una soluzione positiva che riesca a rilanciare quest’importante pezzo della nostra cultura.

Daniel Seminara


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