Leggere insieme

Le case degli animali

Marina Petruzio
20 novembre 2015

00

E poi arriva anche il momento di parlar di altre case, quelle che sembra che vengan costruite senza disegno, che nessuno occupi del tempo a progettarle. È Marianne Dubuc con il suo Le case degli animali, insieme ad Orecchio Acerbo, l’editore, e a Paolo Cesari, che si è impiegato a tradurre per noi, ad illustrarci come sono queste case e quanto raccontano sulla personalità, ed anche sulla forma!, di chi ci abita.

E dalla casa editrice assicurano che è la più divertente, e scientificamente documentata, rassegna dell’arte di abitare.
Già Carson Ellis, tra le pagine di Casa, accennava ad un nido solido e caldo, alla casa delle api, dell’orsetto lavatore, a quella della chiocciola che – come insegna Leo Lionni – è meglio sia piccola e leggera.
Marianne Dubuc va oltre, impegnandosi ad illustrare tipologie di esterni e minuziosità da interni, con la cura di un architetto/designer che sa di avere un progetto molto particolare tra le mani, un committente esigente, la possibilità finalmente di esprimersi a tutto tonto nella costruzione di uno dei villaggi più eco compatibili, green e naturali del mondo sopra e sotto.

Ci si trova così a seguire il postino nel suo giro di consegne: Topo di nome e di fatto, grande esperto di case, conoscitore profondo del luogo che vorremmo visitare e dei suo residenti. La prima casa che si incontra, superata quella dell’orso che sta prendendo la sua colazione con Riccioli d’Oro, è quella della famiglia Coniglio.

4

La casa della famiglia conigli è una villetta mono famigliare con mansarda, cucina abitabile e diversi piani sfalsati e interrati; a parte il sistema di concimazione diretta tramite pozzo a perdere del prodotto quotidiano del sotto codino di ogni coniglio, la parte più tecnologizzata è il tetto. Esempio di “Urban Farming”, le falde sono interamente coltivate a carote, ravanelli e lattuga perfettamente a km 0 e rape e radici si allungano a perdersi direttamente dal tetto alla cucina. Così c’è chi può cucinare senza lasciare casa, sia d’estate che d’inverno, dal momento che gli approvvigionamenti si fanno, meglio di qualsiasi servizio pronto spesa, alzandosi leggermente in punta di zampe ed allungando le braccia sino ad arrivare al vegetale desiderato, moderno concetto di raccolto sottosopra! Per contro, nelle calde giornate estive c’è chi preferisce farsi una succulenta merenda per poi addormentarsi, complice il pancino pieno ed il sole, appoggiato al camino. Per non parlare del vantaggio economico, e i nostri conigli sono ben quattordici – o meglio: tra i tredici e i quattordici, perché tra il letto a castello multiplo ed i piatti sulla tavola c’è differenza ma forse qualcuno oggi non rincaserà per pranzo! Alberi e cespugli accanto offrono svaghi e sapori completamente diversi…Attenzione! Consegna fatta! Arrivederci Signor Coniglio, The great carrot is coming!

2

Proseguiamo di gran carriera, Topo ha una particolare fretta! Vero che il carretto è stracolmo di pacchi e pacchettini, lettere e plichi, ma sembra abbia proprio una gran voglia di sbrigarsi…Le case sono veramente molte e tutte presentano particolarità mai osservate e anche quella della talpa con protuberanze ampollose per stanze – in netto contrasto con quella delle Signore Formiche perfettamente quadrate e comunicanti – non è male, sebbene quella dei pinguini non può non attirare la nostra attenzione.
Come in un Ice Hotel, sopra un igloo a più piani, dove tutto è costruito in freddissimo ghiaccio, dal letto al guardaroba, dal tavolo da pranzo alla berger, svetta un innevatore artificiale con nebulizzatore di fiocchi orientabile che permette ai ragazzi lunghe discese in slittino su montagnette ben compatte di neve fresca, omini di neve a tre palle e ruzzoloni garantiti…Il cielo è sereno e di un bell’azzurro, le nubi sembrano scarabocchi di matita bianca, non fosse per il camino di casa Drago che pompa nuvole nere odorose di salsiccia allo spiedo, sarebbe veramente tutto azzurro e comunque anche caldo, ma a casa Pinguini c’è la neve!!

Lasciato un grosso ed inquietante pacco alle Galline, procediamo per l’ultima consegna: Topo ha le guance sempre più rosse, ha riposto nella sua bisaccia il berretto da neve per ripar le orecchie durante la consegna ai Pinguini, allo Yeti e ai Camosci e ora si avvia sorridente…ma dove?

3

L’ultima casetta è incantevole, il viottolo percorso sin’ora termina ad un cancello in metallo smaltato di giallo, presenta un muro in mattoni bianco candido ed una porta azzurro intenso e il tetto…bè noi pensiamo che Marianne nel progettare questa casa – che è di Topo e della sua famiglia e c’è in corso una festa, la festa di topo Tommaso! – abbia chiesto la collaborazione di un artista famoso, un certo Roy Lichtenstein che amava dipingere porte, e anche tetti scopriamo ora, come se fossero delle grandi fette di formaggio giallo coi buchi!!

 

Buon compleanno, topolino mio!
Le case degli animali
di ed illustrato da Marianne Dubuc
Tradotto: Paolo Cesari
Collana: Albi
Editore: Orecchio Acerbo
www.orecchioacerbo.com
Euro: 13,90.

Età di lettura: dai 4 anni


Potrebbe interessarti anche