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Arte

Le copertine: i “vestiti” dei libri

Alberto Pelucco
20 novembre 2013

Lorenzo Lanzi, Felice Cimatti, Senza Colpa, Marcos Y Marcos, 2010, 40x30 cm, pastello su carta copia

Lo sapevate che per un libro di solito si creano sino a 15 copertine? Molte poi sono scartate per vari motivi: troppo infantili; troppo scure e quindi poco visibili online; colpevoli di “disturbare” o spaventare il potenziale acquirente.
Eppure, il ruolo della copertina è determinante nell’acquisto dei libri ed è questo il principio alla base della mostra “Never Judge a Book by its Cover”, allestita alla Galleria Effearte di Milano, che il 17 dicembre alla presenza di art director, editor, grafici e illustratori presenterà anche il processo creativo delle cover.

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12 artisti italiani e stranieri hanno rielaborato le copertine di testi di recente pubblicazione, per ricordarci come proprio l’aspetto esteriore di un libro sia da sempre chiamato a colpire l’acquirente più del nome dell’autore o del titolo, per convincerlo a comprare quel romanzo, quel giallo o quella biografia. Un compito reso ancora più complicato dal fatto che le copertine devono anche, ove possibile, riassumere non solo la trama, ma anche lo stile di un testo.
Pensiamo ad esempio a Shout, illustratore italiano classe 1977, che si ispira alla copertina del libro “Ero Purissima” di Eleonora Darco. Colori opachi e forme semplici illustrano alla perfezione lo stile pragmatico di questa interessante autrice di testi teatrali, da sempre incline a un linguaggio crudo, secco, concreto, destinato a “disturbare”. E come potrebbe non esserlo un testo per il teatro, cioè un ambiente che dalla Grecia del quinto secolo a. C. sconvolge, scandalizza, commuove e rallegra il pubblico? Il forte contrasto, poi, tra lo sfondo chiaro e i capelli corvini della ragazza in primo piano lascia pensare a una materia difficile da affrontare, perché suscettibile di dibattiti e discussioni con punti di vista diversi. Pensiamo per esempio all’adolescenza, ai conflitti familiari o alla droga.

Shout, Carlo D'Amis, La Battuta Perfetta, Minimun Fax, 40x30 cm copia

Discorso differente per il disegno del libro “Senza Colpa”, primo romanzo dello scrittore Felice Cimatti. Autore dell’opera è l’emiliano Lorenzo Lanzi, che qui opta invece per colori vivaci, ma anche esuberanti, indicativi di una storia che procede per colpi di scena, tesa a stuzzicare la fantasia del lettore. Logico, se si pensa che il romanzo in questione è un noir.
Enigmatico è invece il disegno di Guido Scarabottolo ispirato alla cover del libro “Sono tutte Storie” di Nick Hornby. A colpire sono linee curve e contorni a volte appena abbozzati, chiamati a creare un’atmosfera di sospensione, di attesa e soprattutto di curiosità.
Curiosità che è il vero fine di una copertina, che oggi come ieri è il biglietto da visita dei libri, come un buon vestito è il miglior biglietto da visita di uomini e donne.

Alberto Pelucco

Never Judge a Book by its Cover” a cura di Michele Rho
Galleria Effearte, via Ausonio, 1/A, Milano
22 novembre – 31 gennaio 2014
Orario:
Lunedì / Venerdì 10 – 13 / 14 – 19
In occasione di BookCity Milano la galleria sarà aperta sabato 23 novembre, dalle 11 alle 19.
Informazioni: www.effeartegallery.com
Tel: +39 02 89096534


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