Green

Le Ecomafie non devastano solo la natura

Marco Pupeschi
10 giugno 2016

13511115reati-ambientali

Con il neologismo Ecomafia, si intende il ruolo della criminalità organizzata nell’illegalità ambientale. Il termine è spesso associato allo smaltimento di rifiuti tossici, ma riguarda anche l’escavazione abusiva, il traffico di animali esotici, il saccheggio dei beni archeologici, l’abusivismo edilizio su larga scala, l’allevamento di animali da combattimento, la pesca di frodo, il taglio illegale dei boschi e molto altro.

Un fenomeno in forte espansione.  A dircelo è “The rise of environmental crime”, un rapporto congiunto dell’Interpol e dell’UNEP (United Nations Environment Programme), l’agenzia dell’ONU per l’ecologia. Il giro di affari delle ecomafie nel 2016 sarà paria 258 miliardi di euro e negli ultimi dieci anni il tasso di crescita di questa attività criminosa è stato superiore al tasso di crescita del PIL mondiale. Il rapporto non si ferma ad analizzare i danni ambientali sul territorio e i loro effetti sulla salute dei cittadini, ma si spinge oltre. Le somme di denaro generate in questo modo illegale servono poi a mantenere organizzazioni criminali sempre più sofisticate e all’avanguardia sul fronte tecnologico, minacciando tutti coloro che svolgono un’attività legale.

Ecomafia

I crimini contro l’ambiente si moltiplicano a un ritmo allarmante – ha dichiarato Jürgen Stock, segretario generale dell’Interpol – La complessità di questo tipo di criminalità esige un intervento multisettoriale sostenuto da una collaborazione transfrontaliera. Grazie alle sue capacità di attività di polizia a livello mondiale, Interpol è risolutamente impegnata a lavorare in partnership con i suoi Paesi membri con l’obiettivo di lottare contro le reti criminali organizzate coinvolte nella criminalità ambientale”.

La stessa cosa succede nel mondo della moda con la contraffazione dei prodotti: non si immettono sul mercato solamente prodotti di minore qualità e in alcuni casi nocivi alla salute, ma si erode un tessuto imprenditoriale di piccole e medie imprese che ad oggi ancora trainano la nostra economia. Il business della contraffazione è la seconda attività illecita al mondo per fatturato; la prima è la droga, la terza è il traffico degli esseri umani. La quarta attività sono…le ecomafie.

Sarebbe sciocco pensare che norme e sanzioni dure contro questi reati possano risolvere del tutto il problema, davanti a numeri così grandi servono anche misure mirate per dare invece maggiore sostegno finanziario allo sviluppo sostenibile.


Potrebbe interessarti anche