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Cinema

Le mine sotto la sabbia

Giorgio Raulli
24 marzo 2016

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Nei giorni successivi alla resa della Germania nazista, in Danimarca gli alleati deportarono i soldati tedeschi, adolescenti ormai prigionieri, con lo scopo di rimuovere migliaia di mine che erano state posizionate dalle truppe naziste sulle coste danesi; a capo di questa terrificante operazione il sergente Rasmussen (Roland Møller). Una pagina quasi sconosciuta nell’infinito racconto di orrori della Seconda Guerra Mondiale, perfetto esempio di come un conflitto bellico trascini la sua forza distruttiva anche dopo le firme sui trattati di pace.

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Come sempre il cinema scandinavo riesce nel suo intento di stupire, affidandosi ancora una volta al racconto delicato, seppur algido nella fotografia, di realtà crudeli e spietate; Land of Mine – Sotto la Sabbia (il sottotitolo in italiano traduce alla lettera il titolo originale danese) non è altro che la rappresentazione dei sentimenti umani più primordiali, fotografati in una terra la cui storia è sconosciuta ai più, in quello che tutto sommato è solo un frammento della totalità di vicende legate al Nazismo.

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Il regista Martin Zandvliet mette in scena odio e vendetta, vincitori e vinti (in fondo entrambi prigionieri), la sofferenza, l’insensatezza, e lo fa con i volti inconsapevoli di giovani soldati i quali erano stati lanciati in una battaglia che probabilmente non capivano. La pellicola chiaramente non lascia spazio a pietà o comprensione per l’esercito nazista e ai crimini gravissimi commessi: vuole piuttosto portare alla luce un aspetto della Storia ignorato, un esempio perfetto di come gli uomini siano davvero tutti uguali, sia nel bene che nel male.

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Land of Mine si rivela essere un film molto potente perché permeato di una vendetta e di un odio che trovano inesorabilmente la comprensione di chiunque; il pubblico però vede anche il dramma di quei ragazzi nemmeno maggiorenni costretti ad espiare le colpe del folle sistema al di sopra di loro. Un film che rispetta perfettamente tutte le affascinanti caratteristiche del cinema nordico: colori freddi e paesaggi maestosi, violenza e grande drammaticità. Il buon cast, di giovani attori tedeschi per lo più, ha il merito di valorizzare a pieno il racconto centrale del film, rendendolo efficace.

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Certamente anche le tragiche vicende terroristiche degli ultimi anni, purtroppo tristemente attuali, pongono l’attenzione sull’odio verso chi ci ha fatto del male, sul fare di tutta l’erba un fascio, su quanto poco sia progredita la Storia – al contrario delle tecnologie usate per infliggere dolore.
Land of Mine – Sotto la Sabbia è stato presentato al Sundance Film Festival 2015 e al Festival del cinema di Roma; nelle sale italiane dal 24 marzo.

Bag-om stills fra filmen Under Sandet/Land of Mine. Foto: Henrik Petit


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