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Cinema

Le origini del conte Dracula

Giorgio Raulli
31 ottobre 2014

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Transilvania, il principe Vlad (Luke Evans) al governo della regione, deve far fronte all’Impero Ottomano che ne rivendica il controllo. Durante un’esplorazione sui monti, Vlad e i suoi uomini scoprono una caverna dove vive un mostruoso vampiro che tenta di assalirli (Charles Dance). Fuggito al suo attacco e tornato al castello, Vlad riceve un messaggero da parte del sultano Maometto II (Dominic Cooper) che chiede mille giovani affinché prendano servizio nell’armata turca. Il principe si oppone, dando inizio così alla guerra. Disperato per la sconfitta certa, Vlad torna nella caverna per chiedere aiuto al vampiro. Il mostro gli fa bere il suo sangue e gli trasferisce i suoi poteri, ma a una condizione: se Vlad riuscirà per tre giorni a resistere alla tentazione di bere sangue tornerà di nuovo umano, altrimenti sarà trasformato per sempre.

Dracula Untold è solo l’ennesima lavorazione nata dalla leggenda portata alla fama mondiale dal capolavoro letterario di Bram Stoker, pubblicato nel 1897. Da Nosferatu, il vampiro (1922) a Van Helsing (2004), da Dracula di Bram Stoker (di F. F. Coppola, 1992) a Dracula (1931), la fantasia di registi e sceneggiatori è stata stimolata in mille modi diversi, ma la chiave di lettura scelta per questa versione 2014 della storia è abbastanza diversa dalle trame horror a cui siamo abituati: il regista Gary Shore, che qui debutta nel grande schermo dopo anni nel campo degli spot pubblicitari, è partito dall’idea rivoluzionaria (ma forse neanche tanto) di mostrare l’originaria bontà di personaggi notoriamente malvagi. Se nel Dracula di Coppola, Vlad III mostrava una certa nobiltà d’animo all’inizio del film, in Dracula Untold Shore si sofferma troppo sulla natura buona e giusta del protagonista, un sovrano integerrimo che pone a rischio la sua vita per i suoi sudditi e per la sua famiglia: un eroe senza ombra di dubbio. È più che lecito pensare a questo film come a un tentativo della Universal, casa di produzione famosa fin dagli anni ’20 anche per il lungo filone di film dedicati ai mostri, di creare una saga moderna dove personaggi orrorifici vengono raffigurati come se fossero dei supereroi. Nulla esclude adesso rivisitazioni della mummia, dell’uomo invisibile o dell’uomo lupo.

L’idea di base del film è condivisibile e dal grande potenziale, ma Dracula Untold sembra preferire alla solidità di una sceneggiatura che dia valore al protagonista, effetti speciali e cliché fantasy. Se tuttavia dispiace per una certa debolezza narrativa, il film rispecchia l’intento commerciale, ritmato, spettacolare, con battaglie sul campo e attori carismatici, anche se non sfruttati al massimo delle loro potenzialità. Probabilmente il sequel promesso nella sequenza finale della pellicola sarà l’occasione per aggiustare il tiro.


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