L’ebola e le sue origini

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
13 agosto 2014

L’ebola è un virus tra i più letali attualmente conosciuti sul pianeta. Appartiene alla famiglia dei Filoviridae e degli attuali 4 ceppi conosciuti ben 3 causano una febbre emorragica, mortale per luomo. Il primo di questi fu scoperto nella Repubblica democratica del Congo (all’epoca Zaire), nel 1976.

Si pensa che la causa della sua iniziale diffusione sia da far risalire ai pipistrelli della frutta altamente contagiosi che rilasciando cibo infetto, mangiato poi da altri animali alimento dell’uomo, abbiano dato inizio all’epidemia.

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Ora la minaccia, che si pensava fosse praticamente scomparsa, è tornata alla rivalsa seminando panico e confusione in tutta l’Africa occidentale, soprattutto in Guinea. Lo studio “Phylogenetic Analysis of Guinea 2014 EBOV Ebolavirus Outbreak” dell’università di Edimburgo, ha evidenziato che il ceppo è lo stesso dellEbola Zaire scoperto nella Repubblica democratica del Congo. L domanda che ora si pongono gli studiosi è: come ha fatto un virus a spostarsi di oltre 2000 km, ad oltre 40 anni dallo scoppio della prima epidemia e senza rilasciare tracce lungo il percorso?

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La risposta parrebbe essere stata scoperta analizzando il traffico illegale di animali in Africa. Infatti sembra che nel 2010 siano stati esportati 10 gorilla adulti dalla Guinea alla Cina; ma la Guinea non possiede Gorilla indigeni e la razza esportata sembra essere la stessa che abita nel Congo. Da qui la risposta sembra facile, ma le indagini proseguono e la conoscenza del “come” potrebbe essere decisiva per la creazione di un vaccino.

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Può sembrare strano, ma attualmente l’ebola è un virus senza cura e può uccidere (è esattamente ciò che sta facendo) dal 50% al 90% degli infettati. Per ora Russia e U.S.A. affermano di stare lavorando per trovare un vaccino, ma la strada sembra ancora lunga.
Le possibilità di diffusione in Europa sono comunque estremamente basse in quanto la diffusione è legata alla poca igiene della popolazione e a un basso livello di efficienza sanitaria e tutti i paesi europei sono dotati di sistemi in grado di arginare (se non bloccare) una eventuale diffusione.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo