Leggere insieme

Due sorelle

Marina Petruzio
25 marzo 2017

Poche parole, a volte in rima altre no. La traduzione accanto al testo originale. Due lingue, due bambine che giocano. Così si presenta Due sorelle di e illustrato Leticia Ruifernandez nella collana I Libricini, tra le ultime novità di Bacchilega Editore, nel tradizionale formato quadrato, di facile presa, con gli angoli arrotondati.

Due sorelle si osservano giocando, sedute sui loro sgabelli blu. Quando la differenza di età è minima succede di assomigliarsi molto, a volte moltissimo e nel gioco l’osservazione di spiccate somiglianze, lontane similitudini, di gesti, forme e colori, diventa precisa, quasi scientifica. Che un altro da te, uguale ma diverso, di curiosità ne deve suscitare moltissima a quell’età, con quello spirito di osservazione e di attenta precisione.

Gli stessi occhi che vedono gli stessi colori, il rosso come l’azzurro.

Nasi che non possono astenersi dall’annusare ogni cosa, nasi che sanno il profumo di ogni cosa, e come il profumo dei capelli di una sorella, alla cui testa passi molto tempo accanto, nulla.

Se hai una lingua anche tu di chi sarà la più lunga? E un nuovo gioco fatto di facce, versi  e risa è un ottimo momento per scoprirlo.

 

È la bocca che ride, ride a crepapelle, quando ti coglie, nell’imitarsi, nel fare le stesse cose, quella ridarella senza fine che neppure il corpo sa bene come governare e allora a volte è per terra a rotolarsi o testa sul cuscino a soffocar risate.

Gambe, braccia, orecchie dove sussurrare parole e in quel contatto sentirsi vicine, il proprio profumo, tenersi accanto, sussurrare.  Abbracciarsi. L’abbraccio di una sorella, dal primo all’ultimo noto, non è un abbraccio comune. È fatto di mille abbracci, ripetuti nel corso di una vita che prendono forme diverse. L’abbraccio tra sorelle e senza parole sin da piccole è quanto di più vicino al concetto di insieme a cui si possa pensare. Ne è la rappresentazione fisica.

Sono un mondo a parte i bambini e le bambine quando giocano, quando son fratelli o sorelle ancora di più. Il loro è un mondo costituito di quella fratellanza o sorellanza, tutto il resto è fuori.

Una sorella è un cuore sempre a disposizione, è sapere che attraverso quel tum, tum, tum, tum, esisti anche tu.

È scoprire di avere la stesso respiro e la stessa pancia, come le gote, rotondetta, è sapere che quel buchino al suo centro sa di mamma.

 

Quando ero piccola c’era un’ora, verso sera, dove tutto si quietava, anche i nostri giochi che da terra si spostavano sul tavolo, si facevano se non solitari più silenziosi. Era allora che mio zio preparava carta e matita e osservandoci cominciava a ritrarci, silenzioso, dall’altro canto del grande tavolo della cucina. Una presenza della quale ci si poteva scordare assorte, allora mia cugina ed io, nella ripresa dei giochi e dei discorsi interrotti. Quegli appunti oggi rappresentano la nostra infanzia, l’intimità di un luogo che, sebbene non rappresentato, esisteva e al quale noi per affetto appartenevamo.

Così è questo piccolo libro, fatto di emozioni e suoni, di attimi colti, pennello alla mano, dei giochi di due sorelle, di quella intimità tra loro e il luogo, che non appare ma che intuisci, di quei pochi colori morbidi, chiari, come l’infanzia.

Appunti d’infanzia ai quali se si potesse dare un sonoro sarebbe quello delle risate o dei bisbigli prima e dopo l’ultimo risolino.

Un piccolo libro soave per immagini e parole. Un pennello che non chiude, non ultima, per lasciare quello spazio di crescita che ognuno di noi vede compiersi sotto i propri occhi quando cresce un individuo o quando guarda una sorella diventare sempre un po’ più grande.

 

Due sorelle
di e illustrato Leticia Ruifernandez
tradotto Teresa Porcella
edito Bacchilega editore
collana I libricini
euro 8,00
età di lettura: i libri della collana I Libricini sono rivolti ai bambini e alle bambine da 0 a 5 anni ma li possono leggere tutti


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