Letteratura

L’enigmatico quartetto di Angelica Garnett

staff
9 ottobre 2011


Buon sangue non mente. Lo sanno bene gli estimatori di Angelica Garnett, classe 1918, figlia di Vanessa Bell e nipote di Virginia Woolf. Se non avete ancora avuto occasione di conoscere le doti di questa straordinaria autrice, non potete perdervi il suo ultimo lavoro.
Portato in Italia da La Tartaruga edizioni – che della scrittrice pubblicò anche l’autobiografia “Ingannata con dolcezza” –, “La verità nascosta” sintetizza le migliori qualità della scrittrice. La fantasia si intreccia inestricabilmente con la realtà e le esperienze dell’autrice affiorano ovunque, in maniera più o meno percettibile, in questo misterioso quartetto di racconti.
L’infanzia da bambina solitaria e figlia di artisti distanti si riflette nella storia di Bettina, piccola di una famiglia anticonvenzionale che le svelerà i suoi segreti. A nascondere un segreto è invece Angès, un tempo aspirante attrice e ora vittima dei propri desideri frustrati e dalla gelosia nei confronti della talentuosa Aurore, figlia di una coppia di amici francesi; il rancore di Agnès scorre silenzioso e terribile come un veleno, fino a portare a esiti inconfessabili. Il gruppo di figure femminili che domina la raccolta continua con Emily, in visita a un artista di cui si celebra l’ultima festa di compleanno, e con Helen, anziana pittrice attratta irresistibilmente e tragicamente nell’orbita di Camilla e Jonathan e di loro figlio Pierre.
Dei motivi ricorrenti legano tra loro le quattro storie: innanzitutto quello dell’arte, come si può intuire già a partire dal sottotitolo della raccolta. “Quartetto di storie di Bloomsbury” non può che ricordare il celebre Bloomsbury Group, il vivacissimo circolo intellettuale e artistico cui partecipò Virginia Woolf e di cui la stessa Angelica Garnett si dimostra membro a pieno titolo, forse addirittura l’ultimo. L’atmosfera creativa e stimolante si percepisce chiaramente nei racconti popolati da pittori, scrittori e fotografi in viaggio tra l’Inghilterra, Parigi e l’Italia. Non secondario è poi il richiamo alla guerra, assillante nelle prime storie, dove riecheggia con toni intensi e drammatici la morte al fronte di Julian Bell, fratello dell’autrice.
Quello che però più avvicina i singoli racconti è ciò che non viene detto. Il nucleo di ogni personaggio, il suo tormento, la colpa, il desiderio, è tutto condensato nella verità inconfessabile che ogni donna si porta dentro. Che sia un dramma familiare, una gelosia, una passione inconfessabile, la verità che assilla le protagoniste non è qualcosa che si scopra facilmente. Bisogna svelarla, lottando contro un segreto altrui o con il proprio autoinganno volto a impedirne la comprensione; bisogna combattere gli altri e sé stessi, ed è questo a rendere ogni racconto tragico a suo modo.
Quattro storie, quattro protagoniste, innumerevoli verità: c’è quella superficiale, quella recitata, quella creduta. Ma solo una vale la pena dolorosa di essere svelata: la disarmante verità nascosta.

 

Maria Stella Gariboldi


“La verità nascosta”, di Angelica Garnett, La Tartaruga, traduzione di Giovanni Calarco, pp. 224.


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