Leggere insieme

Lenny & Lucy

Marina Petruzio
15 novembre 2015

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Lenny & Lucy è l’ultimo commovente capolavoro di Philip e Erin Stead, edito da Babalibri.
Un gufo sta su un ramo, spoglio e grigio di freddo, segue il movimento di qualcosa che passa là sotto. È un gufo noto. Morbido. Lo sguardo, la pancia leggermente accennata, il piccolo becco tra quei lobi rotondi dove spiccano due piccoli, densi neri occhi, i suoi. Lo sguardo di qualcuno ancora bambino che osserva tutto ciò che è in movimento accanto a lui, solo per farsene un’idea.
Una tremula foglia gialla tarda a raggiungere le altre, laggiù ai piedi del suo grande albero. È Erin E. Stead.

Grigio, non ancora pesto di notte, non nero, ma un grigio vischioso umido, dai confini imprecisi come di occhi miopi, un grigio acquattato, in attesa…
Nella piccola testa di Peter nessun pensiero può essere felice nell’attraversare quel bosco, metafora del momento difficile, di cambiamento, di abbandono, di incertezza per un futuro anche molto vicino, dietro quell’albero, oltre quel ponte, in quel paesaggio sconosciuto, ignoto e per Peter foriero di pericoli.
Così nella giardinetta del papà, accanto ad Harold si acquatta, come quel grigio; sconosciuti che si annusano prima di incontrarsi, le dita premono sul bordo del finestrino ben chiuso, aggrappate, due occhi preoccupati e incerti sbucano da un cappello ben calato a riparar pensieri e volto – Peter tutto se appena fosse possibile.

Penso sia davvero una pessima idea.

Gli alberi tutt’attorno sono come capelli dritti sulla testa di qualcuno che ha preso un grande spavento…o che è pieno di preoccupazioni, come Peter. Dove condurrà la strada? E cosa succederà oltre quel ponte di legno bagnato da tutto questo grigio? Come sarà la nuova casa? Perché di questo si tratta, di una nuova casa. Che non sarà mai come la vecchia, buona casa. Peter non vorrebbe andar via, ma l’unica persona a cui può dirlo è Harold.

Harold era un buon cane.

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Peter è un bambino in età scolare che si trova a dover affrontare un grosso cambiamento, il più grande della sua vita probabilmente, ma ancora questo non lo sa, è un bambino, non può saperlo. E nonostante le paure e lo scoramento iniziale, il sentirsi perso ed il voler andar via, la sua immaginazione di bambino ancora incontaminata lo traghetterà fuori dal bosco, dal bosco delle sue paure, veramente oltre quel ponte che rimarrà a legarlo con l’oltre, il bosco, quello dall’altra parte, ma che nello stesso tempo lo condurrà in un’altra dimensione, una dimensione diversa ma non per questa meno luminosa.

È così che Peter pensa ad un guardiano. Qualcuno che sorvegliando protegga, che non si distragga mai, con te di notte, di giorno, quando dormi così come quando corri. Un guardiano che tenga il bosco al suo posto, oltre il ponte e non lo faccia entrare. La delicatezza disarmante del pensiero bambino che sa di doversela sbrigare da solo, questa volta.

Così Peter inventò Lenny: Lenny sorveglierà il ponte e terrà il bosco buio dall’altra parte, proprio dove deve stare

Lenny è il guardiano. Alto quasi il doppio di Peter, caldo e colorato, con un viso grande e gli occhi attenti, un cuore morbido da abbracciare, proprio come i cuscini e le coperte di casa, quando ti abbozzoli sul divano nelle giornate d’inverno. Peter taglia, cuce, impacchetta, tira, pigia, modella come una pagnotta. Come sa fare solo un bambino impegnato a realizzare un suo progetto, si dedica assorto e senza risparmiarsi.

Lenny quella notte sorvegliò, osservato, che al bosco non venisse in mente di passare il ponte. Peter e Harold quella notte si preoccuparono della sua solitudine. E nessuno dei due chiuse occhio. E così, il mattino dopo, dopo aver portato la colazione a Lenny, Peter e Harold si misero a raccoglier foglie: ammucchiate al centro in un’altra coperta che venne tirata, cucita modellata proprio come una pagnotta, in un tempo consono al grande cuore di un bambino, venne creata Lucy e Lenny fu molto contento e anche un tantino emozionato. Quella notte tutti dormirono. E il bosco buio restò dall’altra parte.

Peter ha resistito, ha saputo vincere le sue paure, che erano tante, con l’ausilio della sua immaginazione.

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Già le sguardie di un bel rosso ci parlavano dell’eroe di questa storia, del fatto che ce l’avrebbe fatta, come tutti gli eroi, e che sarebbe diventato grande con Harold, il suo papà, Lenny & Lucy, Millie, la bambina che porta sempre con sé un sacchetto di caramelle e un binocolo per osservare i gufi.

Neppure immagina che la notte un gufo, la pancia leggermente accennata, il becco in mezzo a due lobi piumosi nei quali spiccano due vispi occhi attenti a qualsiasi movimento, sta, guardiano anche lui, sul tetto della sua casa, quella con la porta rossa accanto a quella di Peter.

 

Lenny & Lucy
di Philip C. Stead e illustrato da Erin E. Stead
Traduzione: Cristina Brambilla
Editore: Babalibri
Euro: 13,00.
Età di lettura: per tutti quei bambini che anche da grandi si rivolgono alla propria immaginazione ed al proprio guardiano.


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