Arte

L’estetica di un hobbit

staff
13 dicembre 2012

“Solo creando miti, solo diventando un sub-creatore di storie l’uomo può aspirare a tornare allo stato di perfezione che conobbe prima della caduta”.
In questa celeberrima dichiarazione di intenti artistici J.R.R. Tolkien ha condensato tutta la potenza di un messaggio letterario, ma prim’ancora spirituale e filosofico, radicato nella tradizione europea, nei suoi miti e simboli. In questa splendida e sfuggevole immagine l’autore ha inoltre fornito una vivida rappresentazione del compito dell’artista autentico: la creazione di mondi fiabeschi ed insieme intimamente reali. Da questa, come da innumerevoli altre suggestioni, è possibile dedurre l’intenso interesse suscitato dall’opera tolkeniana, compreso “Lo Hobbit”, per il mondo dell’arte figurativa. Si dice che il fantasy letterario sia sorto sulla scia delle storie della Terra di Mezzo. Bisognerebbe aggiungere che numerose creazioni iconiche si sono lasciate ispirare dalla potenza immaginifica, ma soprattutto simbolica ed archetipica, dell’epica del Docente di Oxford.
Peraltro lo stesso Tolkien ha dato prova di una certa passione e versatilità artistica, a dimostrazione dell’organicità della vera opera d’arte.
I percorsi analizzabili sono pressochè infiniti. Proponiamo di seguito alcuni stimoli, ombre e simulacri nel mare magnum dell’estetica tolkeniana: segnali forti, tuttavia, di una tensione artistica di impianto mitico.

L’arte dello Hobbit di J.R.R. Tolkien” è un testo centrale per comprendere la portata iconica delle gesta di Bilbo Baggins e le doti disegnative del suo autore. Il libro contiene infatti le illustrazioni elaborate da Tolkien in concomitanza con la stesura del manoscritto, ma anche i lavori realizzati successivamente alla pubblicazione de “Lo Hobbit” (la cui prima edizione riportava dieci immagini in bianco e nero, due mappe, dorso e sovraccoperta disegnati dallo scrittore.) Per celebrare il 75° anniversario della pubblicazione de “Lo Hobbit”, l’intero patrimonio di immagini creato dall’autore per la sua storia è stato raccolto in questo testo, includendo, oltre a quanto già riferito, più di cento bozzetti, disegni, dipinti e mappe, lavori definitivi ma anche versioni preliminari e alternative.

Per approfondire su scala più ampia l’attività figurativa di Tolkien non si può non riferirsi a “Immagini”, una raccolta di quarantotto tavole che raccolgono visioni dall’intero universo tolkeniano, da “Lo Hobbit” a “Il Silmarillion”, da “Il Signore degli Anelli” a rappresentazioni esterne alla Terra di Mezzo.
Le grandi dimensioni del volume, unite al rigore filologico della curatela di Quirino Principe, rendono il testo particolarmente apprezzabile per tutti gli amanti del genere. Emergono le qualità pittoriche dell’artista: la precisione nei dettagli e nelle linee, l’impiego di colori vividi, l’equilibrio fra realismo e oniricità.
Emerge anche la “pericolosità” di queste immagini, come sagacemente delineato nella Premessa al testo: “l’attrazione incantatrice di questa o quella immagine potrebbe incatenare a tal punto l’osservatore a un dettaglio (…) che a lui – a chiunque di noi – potrebbe accadere quel che accadde alla troppo curiosa e troppo temeraria Alice a passeggio per l’innocuo bosco presso casa sua.”

Alla mitologia tolkeniana ed ai suoi paesaggi fatati si è ispirato con passione e lirismo l’artista olandese Cor Block. A seguito della lettura della trilogia dell’Anello, Block, rapito dal fascino dell’opera, realizzò in breve tempo oltre cento tele. Tolkien, venuto a conoscenza di tali lavori, rimase profondamente colpito dal loro linguaggio incisivo e potente, tanto da voler incontrare l’artista, iniziando con lui una corrispondenza, e acquistando per sé alcune delle opere. Queste sono oggi raccolte nel volume “L’arazzo di Tolkien. Immagini ispirate a «Il Signore degli Anelli»”, accompagnate da estratti della trilogia e introdotte da un esauriente testo di Blok, diretto a illustrare il processo creativo delle tele nel contesto della sua vita e della sua carriera.

Fra pubblicazioni legate ai testi dell’autore inglese, partecipazione ai calendari tolkeniani e semplice, ma non meno rilevante, arte dilettantistica, sono numerosissimi gli artisti che al mondo tolkeniano sono debitori. Basti citare, fra i tanti, le splendide tele dai tratti preraffaeliti di Ted Nasmith, le evocative opere di John Howe, le creazioni dei fratelli Hildebrandt, illustratori di fama internazionale che accanto all’opera tolkeniana, hanno dato prova di sé traendo spunti da Harry Potter, Star Wars e dagli eroi Marvel. Come non riferirsi poi, ultimo in questa lista, ma primo nell’immaginario collettivo, all’ampissima opera di Alan Lee, di cui Bompiani ha dato ampia pubblicazione?

Concludiamo con una nota curiosa: persino la regina di Danimarca, Margherita II, ha dimostrato come l’amore per Tolkien possa condurre ad apprezzate opere artistiche. La regnante, che ha dedicato alcune pagine della propria biografia a Tolkien, fu talmente colpita dai libri dello scrittore inglese da realizzare una serie di disegni illustrativi: 7 immagini a pagina intera e altri 57 di misura minore.
La pubblicazione di questi disegni seguì un percorso travagliato che si concluse nel 1976 sfociando nell’edizione della Folio Society, curata dall’artista britannico Eric Fraser. Nel 2002 le illustrazioni di Margherita II sono state usate anche per la ristampa dell’edizione danese della trilogia.

Luca Siniscalco

“L’arte dello Hobbit di J.R.R. Tolkien”, a cura di Wayne G. Hammond e Christina Seuil, Bompiani, 2012,  143 pp.
“Immagini”, di J.R.R. Tolkien, a cura di Quirino Principe, Bompiani, 2002, 108 pp.
“L’arazzo di Tolkien. Immagini ispirate a «Il Signore degli Anelli»”, di Cor Block, Bompiani, 2011, 159 pp.


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