Arte

Let’s meet… Marine Tanguy

Federica Cristini
29 giugno 2014

Marine Tanguy è, a soli 24 anni, la fondatrice di De Re Gallery, galleria d’arte contemporanea al 8920 di Melrose Avenue, nel quartiere del design di West Hollywood e inaugurata con grande successo appena un mese fa, il 15 maggio. La sua passione per l’arte colpisce per la sua spontaneità e il suo entusiasmo è estremamente contagioso.

Prima di tutto, raccontaci del tuo background.
La mia storia inizia in una piccola isola francese. Sono nato a Ile de Re, che non avrei mai potuto immaginare sarebbe diventato anche il nome della mia galleria. Tutta la mia famiglia viene da lì, quindi sento un legame speciale e romantico per questo posto. Mi sono trasferita a Parigi a 17 anni, dove ho ricevuto una formazione classica. Qui ho vissuto l’approccio all’educazione come troppo autoritario ed impositivo e ho sentito che la mia personalità non avrebbe espresso il suo massimo in questo tipo di ambiente. Ecco perché mi sono iscritta a Cambridge, dove l’educazione di stampo anglosassone mi avrebbe garantito più libertà nel processo di apprendimento.

2014-05-16T085950Z_1678380113_GM1EA5G1B2H01_RTRMADP_3_USA

Come ti sei avvicinata al mondo dell’arte?
Mentre stavo studiando in Inghilterra e ancora diciannovenne, ho iniziato a lavorare per la Lamberty Gallery di Londra, motivo per cui ho cominciato a viaggiare tra Parigi, New York e Londra per le varie fiere dell’arte. In seguito ho lavorato come direttore artistico per The Outsiders, famosa galleria londinese. Ho capito qui quanto ero interessata a entrambe le parti del lavoro dell’art dealer, quella creativa e quella invece più strategica e business-oriented. Ho sempre cercato il giusto equilibrio tra questi due aspetti e penso che questa sia una delle chiavi del successo di una galleria: la promozione di un’arte di alto livello con un buon occhio per il business.

Ci sono persone che sono state d’ispirazione per il tuo modo di lavorare?
Direi due donne: Marianne Le Morvan è una cara amica, ha 29 anni ed è una storica d’arte di grande talento nonchè fondatrice e direttrice dei Berthe Weill Archives. Berthe Weill è stata una mercante d’arte francese che ha giocato un ruolo chiave negli anni Venti e scoprendo artisti come Picasso, Modigliani e Matisse. Era molto generosa e senza senso per gli affari, ma aveva grande occhio per l’arte. Quasi dimenticata nel corso degli anni, il suo lavoro straordinario è finalmente riemerso grazie alla ricerca di Marianne.

L’apertura di una galleria deve essere un momento emozionante e segna l’inizio di una nuova avventura. Come l’hai vissuta?
L’inaugurazione è stata un successo. Io e il co-fondatore della galleria, Steph Sebbag, siamo davvero soddisfatti, le recensioni della stampa sono state molto positive e abbiamo visto l’entusiasmo dei nostri ospiti, tra cui Demi Moore, che ha espresso grande apprezzamento per il nostro lavoro. Tra gli artisti che espongono nella galleria si è creato grande feeling e ciò ha reso ancor più piacevole il loro soggiorno a Los Angeles.

10313404_10100550647087552_7237593221859614741_n

Qual è la filosofia che anima la vostra galleria?
Il lavoro del mercante d’arte è diventato molto aggressivo e spesso senza scrupoli, ma alla De Re Gallery stiamo cercando di ricreare quel tipo di lealtà e fiducia che dovrebbe sempre tenere uniti l’artista e il suo art dealer. Ritengo inoltre che sia veramente importante quando gli artisti si incontrano e questo è il motivo per cui ho voluto che tutti i miei artisti arrivassero a Los Angeles prima dell’apertura. Il processo artistico può ottenere stimoli più interessanti attraverso la condivisione di visioni e idee piuttosto che tramite l’isolamento di singoli egocentrismi. Si tratta di crescere insieme e creare la sensazione di essere una famiglia.

Come si colloca la vostra De Re Gallery nel complesso panorama dell’arte contemporanea?
Mi piacerebbe iniziare con il dire che per me dirigere una galleria d’arte non è solo un lavoro, ma una vera passione. Per questo cerco davvero di lavorare con persone che io possa stimare su base personale. Quando non ci sono buone sensazioni e emozioni tra me e l’artista preferisco non avviare una collaborazione lavorativa. Ecco perché cerco sempre di essere me stessa e molto onesta e diretta, con chiunque io debba incontrare. La galleria vuole instaurare un ambiente genuino, fatto di persone e relazioni reali e con la stessa passione per l’arte. Promuoviamo una visione fresca, sana e onesta del mondo dell’arte, che così spesso è stato associato a comportamenti scorretti e abitudini corrotte. Abbiamo questa visione romantica che vorremmo diffondere, per noi una grande sfida e un’emozionante avventura.

491037139

Marine, a bruciapelo…
Descrivi il tuo stile
: Molto naturale e confortevole. Vorrei essere ricordata più per quello che dico che per quel che sto indossando. Se ci si preoccupa troppo di essere alla moda, ci sarà sempre qualcuno vestito meglio. Ma se ci si concentra nell’essere sé stessi non c’è nessuno che possa batterci.

Profumo: Miss Dior qualche volta, ma io uso raramente profumo. Credo che la chimica individuale e il sentore personale siano meglio di un’ essenza costruita.

Beauty routine: Utilizzo prodotti Clarins per il viso, Kerastase per i capelli e sono molto attenta con la mia pelle, le unghie e piccoli dettagli. Mi piace essere pulita, naturale e ben curata.

Posti preferiti per fare acquisti: Amo Comptoir des Cotonniers perché avevo l’abitudine di andare con mia madre e abbiamo sempre trovato entrambe quello che cercavamo, è ideale per i capi basic. Mi piace anche Reiss quando voglio avere un aspetto classico e femminile, un po’ alla Kate Middleton per intenderci.

Must-have nell’ armadio: ovunque io vada ho sempre un trenchcoat con me.

Le città della tua vita: Adoro New York,e la sua energia interiore è così incredibile che dà a tutti una grande self-confidence. Per quanto riguarda Londra, apprezzo la sua storia, tradizione e raffinatezza. Parigi è una città meravigliosa, ma è lenta e con una mentalità antiquata. Apprezzo invece quella americana, perché si fallisce solo quando si smette di provare, gli errori non sono nemmeno registrati sul proprio percorso. L’atteggiamento giusto è quello di tandare avanti sempre e investire in sé stessi con entusiasmo. Gli europei a volte sono bloccati nelle loro insicurezze e sono sfiduciati, soprattutto i giovani.

Era fashion preferita: Gli anni venti!

Non sopporti: quando qualcuno indossa qualcosa che chiaramente non è stata pensata per lei/lui.

Icone fashion: Garance Doré, Lou Doillon e Charlotte Casiraghi.

Passatempo: balletto, musica classica, letture di poesie. Mi piace camminare e andare in bicicletta, amo vivere di giorno e godermi la luce del sole.

Il libro sul comodino: Ho appena finito una bellissima biografia su Zelda Fitzgerald e ho sempre Baudelaire con me.

Ultimo suggerimento di stile: Le donne dovrebbero indossare abiti che esaltino la loro bellezza, grazie e femminilità.

Intervista esclusiva per Luuk Magazine curata da Federica Cristini

Scopri De Re gallery: deregallery.com


Potrebbe interessarti anche