Leggere insieme

Attends Miyuki

Marina Petruzio
2 luglio 2016

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Attends Miyuki di Roxane Marie Galliez e illustrato dall’artista e illustratrice, originaria del Laos, Seng Soun Ratanavanh, pubblicato in Francia da De La Martinière Jeunesse, è un albo di rara delicatezza sulla pazienza, sul saper vivere godendosi l’attimo, il qui e ora, modi di cui anche i bambini, nella fretta indotta da un quotidiano troppo adulto, non sanno più godere.

Quando una scrittrice e poetessa francese, che ha scelto di vivere lontana dal caos cittadino e dalla pressante modernità, e un’illustratrice e pittrice del Laos, attenta osservatrice della cultura giapponese antica e moderna, si incontrano per narrare una stessa storia può succedere che questa diventi un sogno.

Mentre Roxane Marie la racconta poeticamente attraverso le parole come una fiaba d’altri tempi, Seng Soun la interpreta, con colori e pennelli, contrapponendo un Giappone antico e moderno – tratto distinguibile in tutta la sua produzione -, usando richiami alla cultura giapponese classica e immagini e colori derivanti dall’estetica e dalla cultura kawaii. Quella delle piccole cose che ispirano tenerezza, dall’aspetto innocente e infantile, degli origami e dei suoi patterns, dei tantissimi particolari e dei colori dalle tonalità pacate, quali il violetto, il rosa, l’azzurro, il bianco. Rielaborando il tutto in chiave bambina.

E l’effetto è subito chiaro sin dai risguardi e ancor prima dalla cover, dove una Miyuki, stanca per la lunga giornata, sale in groppa a una piccola figurina origami, un cigno, che scorrendo placido con l’aiuto del fiume riporterà a casa la bambina. Accomodata tra le ali del cigno, la piccola giapponesina contemporanea si addormenterà cullata dal valzer delle acque del torrente che per non rovesciarla rallenterà la sua corsa.

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E mentre i nostri occhi osservano una bimba dai folti capelli neri, l’occhio socchiuso a guardare l’acqua e cedere al sonno sopra un bellissimo cigno di carta colorata sapientemente ripiegata, la storia racconta di un tronco che il torrente offre a una bambina stanca e scoraggiata, lontana da casa. Il torrente dolcemente la trasporterà e lei aggrappata a quel tronco si addormenterà cullata da quelle acque che forse a sera scorron più tranquille.

La narrazione gioca tutta su queste due realtà: quella scritta e quella che vediamo illustrata, così ancora il secchio di legno del vecchio pozzo che non vede acqua dall’ultimo plenilunio sarà nella realtà dell’immaginazione un piccolo ditale in ceramica bianco classicamente ornato in blu. Un ditale dove solo un paio di gocce d’acqua, la più preziosa e pura, possono essere raccolte.

Miyuki è una bambina giapponese del nostro tempo. Folto caschetto di capelli neri, carnagione bianca, di un bianco antico, abitino fresco a trapezio dai disegni geometrici che parlano di carte da ripiegare e graziose stampe su tessuto, piccole infradito.

Una bambina diversa dalla bambola geisha di bianca porcellana, i neri e lucidi capelli raccolti e fermati, il chimono dagli stessi disegni geometrici che parlano di carte da ripiegare, le mani incrociate sotto le ampie e lunghe maniche.

Diversa dal nonno in kimono da casa, dai bei disegni geometrici dal colore della giada, e con sandalo giapponese. Giappone antico e contemporaneo.

Un mattino Miyuki, quando, ancora presto, la terra è blu e la luna arancione, scopre che il mondo si è svegliato e che la primavera ha indossato il suo più bell’abito per la prima alba dell’anno. La felicità nella sua massima espressione è fanciulla, esuberante, incontenibile, fisica: e così è in Miyuki che, reagendo alla bellezza di quel giardino, così diverso dal giorno prima, da poche ore prima, salta, balla, ride e corre. Corre sì! A svegliare il nonno che, ancora addormentato, inviterà la piccola alla calma: “Attends, Miyuki, attends…”. Attendi, Miyuki, attendi, in capo a un’ora il giorno sarà ancora là…

Il nonno saggio preferisce approfittare del suo morbido cuscino ancora per un po’ e di quel primo raggio di sole che entra dalla finestra ancora chiusa.

Ma Miyuki quel mondo lo deve scoprire, deve andare, annusarlo, riconoscerne i colori, osservare com’è cambiato, dare il benvenuto a chi ha impiegato così tanto per tornare. Buongiorno al ciliegio, alla tenera erba, buongiorno ai boccioli! Tutto è  incredibilmente rigoglioso, turgido, colorato.

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Solo un fiore, in quel morbido tappeto verde, ancora assonnato, sembra ignorare il canto della primavera.

Svegliati, piccolo fiore, svegliati!

Ancora il nonno inviterà Miyuki alla pazienza: il fiore è fragile, prezioso e delicato, e i suoi tempi potrebbero essere più lunghi, ma quando sentirà arrivare il momento, quello sarà l’attimo giusto per schiudersi al mondo a cui regalare la sua bellezza. Al momento opportuno. Non prima, sapendo aspettare.

Ma lo voglio vedere, subito! È in ritardo.

Perentoria e assoluta come solo l’infanzia sa essere, Miyuki si lancerà alla ricerca di quell’acqua, la più pura e fine, di cui il nonno suggerisce il fiore abbia bisogno per poter nascere alla primavera. La corsa di Miyuki sarà lunga, l’acqua non facile a trovarsi, il mondo attorno non così collaborativo o disposto a donarla o fargliela trovare con facilità, dimentica che forse le cose che si cercano già le si hanno magari vicine, ma Miyuki è una bambina esigente.

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Seng Soun sublima tutto questo: la natura, lo spettacolo della primavera, la pazienza dell’attesa, la ricerca dell’acqua e l’impulsività dell’infanzia, rappresentando il nonno e la bambina minuscoli. Piccoli esserini gli umani in un mondo lussurreggiante e di straordinaria bellezza.

Ecco il ditale diventare un secchio, il rospo farsi gigantesco, il coniglio bianco di sorprendente grandezza, la bambina di sei anni uno scricciolo che sta in una figurina origami o seduta al centro di un fiore di rara bellezza, vestito al giorno dei rossi e dei rosa dei suoi mille petali delicati.

Bon-jour, dit-elle, pardonnez mon retard s’il vous plait, je revais du printemps.

Buongiorno, disse, perdonate il mio ritardo per favore, stavo sognando la primavera…

 

Attends Miyuki
di Roxane Marie Galliez
illustrato da Seng Soun Ratanavanh
Edito: De La Martinière Jeunesse – Parigi 2016
Euro: 13,90
età di lettura: dai 6 anni


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