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Letto vista muro: apre il Walled Off Hotel di Bansky

Carla Diamanti
16 marzo 2017

Betlemme, West Bank. Cioè Palestina, Territori Occupati. Insomma quel posto località in cui ogni turista che visiti Israele trascorre almeno qualche ora per andare a visitare la Basilica della Natività. Strade punteggiate da negozi che vendono oggetti di culto, croci, rosari, statuine in legno d’olivo da portare a casa come ricordi. Da qualche anno però la città è attraversata da un muro grigio, una lama di cemento che divide e che nel tempo si è ricoperta di grafiti, scritte, messaggi urlati al mondo. La prima volta che lo vidi, tanti anni fa, fu uno shock. Un pugno allo stomaco. Le volte successive la mia reazione non cambiò molto. Cambiava solo il muro, trasformato in una specie di lavagna da mostrare al mondo.

Dal 20 marzo (le prenotazioni sono state aperte l’11) quel muro diventerà il panorama del Walled Off Hotel che già si è meritato la fama di “albergo con la vista più brutta del mondo”. Perché le camere si affacciano proprio su quella striscia verticale di cemento che separa i Territori Palestinesi dallo stato di Israele. L’albergo (il nome significa “tagliato fuori dal muro”) è nato dalla mente creativa di Banksy, lo street artist inglese di cui non si conosce l’identità, che ha pensato e finanziato il progetto. È partito da una vecchia pensione di Betlemme, ha attraversato quattordici mesi di ristrutturazione, apre un secolo dopo l’arrivo degli inglesi che misero sotto controllo questo pezzo di terra e conta di rimanere aperto almeno fino alla fine dell’anno del centenario.

Nove camere e una suite a cui hanno lavorato, oltre a Banksy, l’artista palestinese Sami Musa e Dominique Pétrin, artista multidisciplinare che vive a Montréal. Le loro opere sono distribuite nell’edificio e nelle stanze, proposte in tre varianti: Budget (da 30$, essenziali, allestite come dormitori, arredate con materiali recuperati da caserme israeliane e con bagno in comune), Artist (vere gallerie d’arte) e Scenic (hanno la vista migliore sul muro). La suite Presidential (per sei persone), con tutto quello che “un capo di stato corrotto potrebbe desiderare”: dalla vasca per quattro alle opere d’arte, dalla biblioteca all’home cinema e alla terrazza.

C’è anche un piano bar in stile coloniale con ventilatori al soffitto, tè e scones in perfetto stile british, oltre a pezzi della collezione di Banksy e a telecamere di sorveglianza appese al muro come quadri. Sarà aperto a tutti (dalle 11 alle 22), come il Museo sulla storia del muro e la Galleria, curata dallo storico Ismal Duddera, con un’esposizione permanente di opere degli artisti palestinesi più significativi degli ultimi 20 anni (ci sarà anche Sliman Mansour, con la sua “And the Convoy Keeps Going”) e mostre temporanee di artisti emergenti (dalle 11 alle 19.30). E di sera programma musicale con musica e concerti trasmessi da un video piazzato sopra al pianoforte: è già successo sabato 4 marzo, con il concerto di lancio, tenuto (a distanza) da Elton John.

Nessuna discriminazione e nessun partito preso: questa è una struttura indipendente senza affiliazioni politiche, lo dichiara Banksy sul suo sito personale, trasformato per l’occasione in sito dell’hotel. Ma il soggiorno al Walled Off è sottoposto a qualche restrizione: non si può salire sul tetto e tutti gli ospiti, ad eccezione di quelli che scelgono le camere “Budget”, dovranno lasciare 1000$ di cauzione, restituiti al momento del check-out, a garanzia dell’integrità delle opere d’arte (che peraltro sono state donate alla comunità locale). E se a qualcuno fosse venuta voglia di lasciare un segno sul muro, dal 20 marzo potrà fare un salto da Wall*Mart, il negozio dell’albergo per acquistare pennarelli e bombolette spray.

 

Walled Off Hotel, 182 Caritas Street, Betlemme, Palestina, www.banksy.co.uk

 

www.thetraveldesigner.it

 


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