Volo a vista

L’ho preso perché…

staff
17 aprile 2012

Eravamo rimasti alle scuse.
Quelle dietro cui ci nascondiamo (ok, va bene, MI nascondo, dovrei parlare per me, ma tanto lo so che vale per qualsiasi ragazza che possa a buon diritto definirsi tale…) quando cediamo all’impulso di un nuovo      acquisto. Quelle che ci occorrono per giustificare il fatto che, appena creato un po’ di spazio nei nostri armadi, nell’arco di un sabato pomeriggio finiamo per riempirli di nuovo facendoli tornare come prima se non peggio.
Le borse e le scarpe, per cominciare. Di quelle abbiamo bisogno. Io per esempio ciclicamente ho BISOGNO di una borsa nera.
Per onestà intellettuale elenco:
– Jackie O di Gucci nera – comprata nel pomeriggio di un lontano lunedì per reagire allo tsunami nervoso causato da un ex fidanzato
– bauletto di Longchamp nero – comprato durante un viaggio a Parigi per sostituire la Jackie O, consumata, poco spaziosa, un po’ noiosa
– clutch in rafia con applicazioni di fiori in pelle di Issey Miyake nera – parte di ordine personale, aggiunta alla lista delle scelte tanto per arrivare alla cifra budgettata
– clutch in cocco di Nancy Gonzalez nera – scartata e regalatami da una ex capa bizzosa e in vena di pulizia degli armadi (almeno una buona in 18 mesi l’ha fatta…)
– bauletto vintage in cocco con manico rigido nero – grazie mamma
– borsetta vintage a mano con doppio manico in lucertola nera – grazia ancora, mamma
– postina in nylon di Prada nera – è riservata ai concerti o alle gite in bicicletta, quando servono le mani libere, ma con stile
Sono TUTTE, ma proprio TUTTE, ancora nel mio armadio, e solo per decenza – o esagerato rigore cromatico – non figurano in lista anche le borse dove al nero si accompagnano altre sfumature, sotto forma di inserti, applicazioni, ricami.
Ciò nonostante pochi giorni fa passo davanti alla vetrina di La Tenda, lo sguardo si sofferma sul display d’angolo, nel campo visivo entrano almeno 7 borse dello stesso modello in 7 diverse varianti colore: nella mia testa si forma il pensiero che “mi serve proprio una borsa nera”, lotto con me stessa per non soccombere concentrandomi sulla borsa nera che penzola dal mio avambraccio!
Angolo opposto dello stesso edificio, due signore si fermano davanti alla vetrina di Super, più ammaliante del sorriso dello Stregatto un paio di decolletée tacco 10 con punta assassina in vernice lime fluo cattura la loro attenzione; non fanno commenti, proseguono, svoltano l’angolo e… magia, lo stesso paio di scarpe ammicca dalla vetrina dopo in versione hot pink! La prima signora dice alla seconda “Ecco, queste sì, giallo è un po’ troppo, poi ti stanca, ma fuxia…”, lasciando intendere qualcosa di simile a “fuxia è per tutta la vita, per questo penso che le comprerò…”, quando è evidente che dopo 3 volte un paio di scarpe così provoca come minimo la congiuntivite, quindi la scelta di prenderne possesso non trova giustificazione.
Poi ci sono le canotte/top/completini underwear/camicine da notte comprati a stock da Tezenis, in genere prima o dopo il cinema (pessima invenzione l’apertura serale), perchè devo “rinnovare il parco intimo” –      anche quando un fidanzato non c’era, e pure adesso che al fidanzato poco importa cosa mi metto, grazie al cielo ai contenitori preferisce il contenuto.
Ci sono gli abitini inutili comprati sulle bancarelle dei cinesi a Porta Genova, perchè costano poco e d’estate sono perfetti, i costumi da bagno che dovrei trasferirmi in Giamaica per avere occasione di metterli tutti, ma da Oviesse il rapporto qualità prezzo è eccellente, e poi ho nell’armadio un pareo mai indossato che con la sfumatura di marrone di quel bikini sarebbe perfetto.
Una recentissima passione per i teschi mi ha portato a comprare collane e bracciali con piccoli ciondoli a tema, e manca tanto così all’acquisto di slipper in velluto e T-shirt decorate con luminosi teschi di strass.
Un paio di sandali con zeppa a macro pois di Marni ha fatto il suo ingresso trionfale nella mia scarpiera perchè ero uscita sconfitta dal corpo a corpo per accaparrarmi un Marni by H&M, e perchè la settimana dopo era il mio compleanno.
Risale a domenica scorsa l’acquisto di un paio di All Star basse bianche – perchè bianche mi servivano, il modello senza stringhe ormai è consunto e quelle alte sono crema, non bianche, non è la stessa cosa!
Ingrassare e dimagrire come una fisarmonica è invece la scusa perfetta per trasformarsi in una compratrice seriale di jeans: in taglie tra la 28 e la 25 SERVONO lunghi da mettere con i tacchi e corti da ballerine, e magari anche giusti alla caviglia per abbinarci le sneaker, ovviamente in blu scuro, in delavé e in bianco (anche per l’inverno, sì, che col grigio del collo alto di cashmere sta tanto bene…), fit slim e boyfriend, per assecondare l’umore e la taglia del momento – ne consegue che ci sono più jeans nel mio armadio che in quello di Renzo Rosso.
Poi la trappola delle vendite di campionario, che approccio lucidamente consapevole del fatto che acquisterò senza un perchè, solo perchè le fanno, perchè io ci posso andare, e perchè uscire da una vendita di campionario senza avere staccato un assegno è come darsi appuntamento in enoteca per un aperitivo e poi dire “no grazie” a un bicchiere di vino!
Per quanto mi riguarda continuo a sperare che passi, che arrivi un momento in cui smetterò, in cui il vago senso di colpa che mi coglie quando il cellulare fa beep per segnalare l’ennesima strisciata di carta di credito finirà per avere la meglio; nell’attesa, domani che è sabato magari un salto da Zara lo faccio, che dovrei proprio trovare un trench beige a prezzo onesto che con questa primavera di piogge rabbiose è il capo perfetto e io non ce l’ho…

Wendy Maxwell

Wendy Maxwell (non) esiste, ma ha un punto di vista ironico su quello che succede, mentre vola prende appunti e trova spunti, su cui riflette e sorride aspettando la fine del mondo che, se anche poi non arriva, si va avanti già allenati. Osserva curiosa Milano – la città dove (non) vive, dove tutto potrebbe succedere, ci raccontiamo che sta succedendo e magari non succederà mai. Sbircia tutti i particolari, nessuno escluso, osservandoli dall’alto con distaccata eleganza.