Letteratura

Libri per ogni meta: consigli di viaggio tutti da sfogliare

Maria Stella Gariboldi
5 agosto 2012

Tempo di vacanze, tempo di partenze. E a chi non avesse la possibilità di visitare i luoghi che ha sempre sognato, Luuk Magazine consiglia un tipo di viaggio alternativo e molto coinvolgente.
Abbiamo raccolto storie che provengono dai quattro punti cardinali e che raccontano di Paesi assolati o gelidi, delicati e turbolenti, per tutti i gusti e gli immaginari; suggestioni letterarie per favorire e accompagnare la conoscenza di luoghi reali.

Iniziamo il nostro viaggio da vicino, appena sull’altra sponda del Mediterraneo. È egiziano Ahmed Mourad, già fotografo personale di Mubarak e ora romanziere alla sua prima prova, un thriller a sfondo polemico che porta in Italia e in tutta Europa la semisconosciuta letteratura araba. Pubblicato al Cairo nel 2007, “Vertigo” racconta la storia di un personaggio dalle evidenti affinità biografiche con il suo autore: Ahmed Kamal è un fotografo di eventi mondani, che ha ereditato la professione dal padre, e che si trova ad assistere per caso all’omicidio di due uomini d’affari, durante una sparatoria nella quale muore anche un suo caro amico. Per vendicarne la scomparsa e fare luce sulla vicenda, Ahmed invia delle fotografie che è riuscito a scattare ai colpevoli a un famoso giornalista, ma viene completamente ignorato. È solo l’inizio di un viaggio agli inferi nel mondo sporco e ipocrita del potere egiziano, abitato da politici falsi e disposti a tutto pur di non scalfire la propria immagine agli occhi di un popolo apparentemente inerte. Salutato come il romanzo che ha predetto la rivoluzione egiziana, “Vertigo” esprime la stessa voce che tutto il mondo ha potuto udire da Piazza Tahrir.

Verso est, altre suggestioni ci portano invece in India. Meta esotica per tradizione, sogno di una vita di intellettuali estrosi, occidentali in ricerca spirituale o spinti da desideri meno nobili e mistici; ma anche nazione di dimensioni eccezionali, panorama vastissimo di etnie, lingue, religioni. Non è facile comprendere un Paese così complesso, la cui sola storia meriterebbe una trattazione infinita. Per avvicinarsi all’India il modo migliore è forse viverla, o tentare di affidarsi alle impressioni di chi lo ha già fatto. Vittorio Russo, Capitano di lungo corso e studioso delle religioni, ha raccontato uno dei suoi viaggi in “L’India nel cuore”: India di contraddizioni, di spiritualità; quella della miseria e quella dello sviluppo, per lo più un’immagine occidentale a cui la quasi totalità della popolazione non ha accesso. Un racconto di viaggio da mettere alla prova, che con la forza dell’esperienza, delle immagini e della soggettività ha da dire più di uno studio.

Ci ritroviamo invece all’altro capo del globo con “Utu”, di Caryl Férey. Lo scrittore francese, esperto di thriller e di viaggi, pubblica, dopo “Haka”, il suo secondo noir ambientato in Nuova Zelanda. Il detective Paul Osborne, un antieroe con la tendenza ad alcol e droghe, è chiamato a investigare sul presunto suicidio del collega Fitzgerald – protagonista del romanzo precedente – e sulla scomparsa di uno sciamano e attivista Maori, collegato al caso già oggetto di “Haka”. Ma le indagini sono complicate da altri omicidi, mentre si affaccia l’ipotesi che tra i criminali figurino delle personalità pubbliche di grande rilievo ad Auckland. Un romanzo pulp e ultraviolento, che rispetta le regole di genere introducendo il tema della convivenza travagliata tra gli autoctoni Maori e i pakeha, la popolazione bianca neozelandese, segnata da episodi di discriminazione, prepotenza e soprusi.

Il grande Nord è invece oggetto del racconto dell’islandese Audur Ava Ólafsdóttir. Insegnante di storia al suo esordio romanzesco, l’autrice ha vinto con “Rosa candida” il Gran Prix des lectrices de Elle e il Prix Page des Libraires 2010. Lobbi ha ventidue anni, una figlioletta avuta da un rapporto occasionale e una grande passione per le rose, trasmessagli dalla madre prima di morire. Chiamato in aiuto da un monastero svedese, il ragazzo lascia l’Islanda e si lancia in viaggio solitario a bordo di una Opel attraverso il freddo Nord, portando con sé tre talee di una rosa rara e delicata con cui far rifiorire il famoso roseto monasteriale. La scrittrice ci regala una storia dolce e preziosa, e arricchisce la struttura romanzo di formazione con interrogativi sulla vita, sulla famiglia, sull’amore, che si faranno più pressanti quando Lobbi verrà raggiunto da Flóra Sól, la sua bambina, e da Anna, la ragazza che aveva sempre sostenuto durante la gravidanza, e che ora sente di volere come compagna di vita.

Infine, torniamo nel vecchio continente con i racconti di “A est dell’Occidente”. Miroslav Penkov è nato in Bulgaria nel 1982 per poi trasferirsi a diciannove anni negli Stati Uniti, ma la sua terra natale è evidentemente rimasta tra i suoi pensieri. Gli otto testi che compongono questo volume, accolto con favore dalla critica internazionale, raccontano la Bulgaria osservandola dall’interno e attraverso l’analisi non della grande Storia, ma di frammenti di vita quotidiana.
L’amore tra una coppia di anziani minato dalla scoperta di una storia passata, un ragazzino che cerca di comprare su eBay la salma di Lenin per il nonno comunista, due innamorati separati dal confine serbo che si possono incontrare una volta ogni cinque anni. Sono queste le storie che Penkov ha scelto per raccontare il suo Paese, una scheggia del mondo slavo disorientato dallo scontro con un Occidente a cui non ci si può assimilare senza perdere la propria identità.

Maria Stella Gariboldi

“Vertigo”, di Ahmed Mourad, traduzione di Barbara Teresi, Marsilio, pp. 368
“L’India nel cuore”, di Vittorio Russo, Rizzoli, pp. 416
“Utu”, di Caryl Férey, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, Edizioni e/o, pp. 400
“Rosa Candida”, di Audur Ava Ólafsdóttir, traduzione di Stefano Rosatti, Einaudi pp. 206
“A est dell’Occidente”, di Miroslav Penkov, traduzione di Ada Arduini, Neri Pozza, pp. 256


Potrebbe interessarti anche