Letteratura

#librisospesi a Milano

Virginia Francesca Grassi
4 aprile 2014

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In pratica è il sogno di ogni lettore appassionato: entrare in libreria e scoprire che c’è un libro già pagato ad aspettarti.
Dopo il caso della Libreria Ex Libris Cafè di Polla, in provincia di Salerno, la catena del libro sospeso è arrivata anche a Milano, e più precisamente nella libreria di Cristina di Canio, “Il mio libro”, in via Sannio 18.
Ad avere l’idea – racconta la proprietaria – è stato un cliente che ha voluto riproporre lo stesso meccanismo del caffè sospeso napoletano, l’antica usanza secondo cui  al bar si era soliti lasciare ‘na tazzulell e cafè già pagata per coloro che non potevano permetterselo. Un gesto di gentilezza disinteressata che è stato reinterpretato a beneficio di coloro che ancora credono nei libri di pagine e inchiostro: il cliente ha infatti acquistato due copie di “David Golder” di Irene Némirovsky, lasciandone una a per chi sarebbe arrivato dopo di lui. Il lettore che ha ricevuto in dono il romanzo ha a sua volta comprato un testo da sospendere, in una catena di lettura tra sconosciuti che non si è più fermata .
Chi riceve un libro non si deve in alcun modo sentire in obbligo di acquistarne un altro e lasciarlo sospeso – spiega Di Canio – ma è pur vero che fino a oggi quasi tutti hanno ricambiato scegliendo a loro volta un titolo da donare”.
Cristina ha poi voluto dare rilievo all’iniziativa lanciandola sui social network con la creazione dell’hashtag #librosospeso che ora sta diventando virale.
Il risultato? Oltre 50 libri sospesi in soli 6 giorni. Una catena virtuosa, nuova versione del bookcrossing, che sta contagiando sempre più persone e con il suo successo, si spera, potrà promuovere la letteratura in un Paese come l’Italia in cui la crisi della cultura è sempre più accentuata.

Virginia Grassi


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