Arte

L’impero della luce: un progetto di regalità estetica

Luca Siniscalco
8 febbraio 2014
Salvador Dalí Senza titolo 1931 Olio su tela, 27,2 x 35 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia  © Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí Foundation, by SIAE 2014

Salvador Dalí
Senza titolo
1931
Olio su tela, 27,2 x 35 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
© Salvador Dalí, Gala-Salvador Dalí Foundation, by SIAE 2014

La Collezione Peggy Guggenheim propone un’esposizione pervasa da un enorme fascino artistico promanante da una radicata profondità teorica: Temi & Variazioni. L’impero della luce.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, si inserisce nel ciclo espositivo Temi & Variazioni, ormai giunto alla quarta edizione e finalizzato a proporre ai visitatori opere della Collezione Peggy Guggenheim inserite in un contesto dialogico rispetto a creazioni di artisti contemporanei provenienti da altre collezioni; oggetto centrale della tematizzazione artistica si staglia dunque la modernità, soggiornante nel suo peculiare fascio di contraddizioni, dicotomie e insolute dinamiche dialettiche.

Lucio Fontana /Anish Kapoor  Concetto spaziale, Attese, 1967 / Untitled, 2002 Idropittura su tela, 92 x 73 cm / Acciaio inossidabile lucido e lacca, 120 x 120 cm Collezione privata, New York / Collezione privata © Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2014 /  © Anish Kapoor, by SIAE 2014

Lucio Fontana /Anish Kapoor
Concetto spaziale, Attese, 1967 / Untitled, 2002
Idropittura su tela, 92 x 73 cm / Acciaio inossidabile lucido e lacca, 120 x 120 cm
Collezione privata, New York / Collezione privata
© Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2014 /
© Anish Kapoor, by SIAE 2014

L’impervio crinale storico-temporale risulta tuttavia interrotto nella presente mostra da alcuni nuclei espressivi capaci di rimandare a una dimensione contenutistica sovrastorica e perenne. La luce, protagonista dell’esposizione, è difatti simbolo archetipale centrale in ogni civiltà. Concepita in relazione oppositiva con la tenebra, la luce allude alla verticalità spirituale che tutto sovrasta, al Logos che porta al disvelamento, all’acutezza della visione intuitiva. Luce è difatti etimologicamente lux, cioè deriva da lucus, il bosco sacro che era macchia chiara all’interno della foresta, radura predisposta all’illuminazione. Luce è ciò che in principio fu – et lux fuit – e ciò che alla fine sarà. Luce è esibizione di un contenuto, riverbero del sapere, squarcio di individuazione di forme nelle tenebre del caos magmatico e indefinito.

Philippe Halsman  “Teschio di leopardo” di Salvador Dalí (Salvador DALI's "Leopard Skull") 1951 Stampa giclée, 35 x 27 cm  Philippe Halsman / Magnum Photos

Philippe Halsman
“Teschio di leopardo” di Salvador Dalí
(Salvador DALI’s “Leopard Skull”)
1951
Stampa giclée, 35 x 27 cm
Philippe Halsman / Magnum Photos

La luce illumina l’uomo dall’esterno, ma in profondità ne è l’intima scintilla, rex interiore che tutto regge e comanda. La luce è dunque fondatrice di un impero, tutto interiore, e qui anche artistico. Snodo della mostra è così la tematica della luce concepita mediante coincidenze e contrasti, nell’intersecarsi dello svelamento di corpi femminili e nella distensione su superfici astratte, nella relazione con il buio – come nel celebre dipinto di René Magritte L’impero della luce, quadro principe della mostra – e nella processualità degli spazi.

Rita Kernn-Larsen / André Kertész Autoritratto (Conosci te stesso)(Self-Portrait [Know Thyself]), 1937 / Peggy Guggenheim, 1945  Olio su tela, 40 x 45 cm / Stampa alla gelatina d'argento, 24,1 x 19,4 cm  Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia. Acquistato grazie a Penny Borda, Lewis e Laura Kruger e il Guggenheim Circle, 2013 / Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia. Donazione, Cantone Argovia, Svizzera.  In ricordo della città di Lengnau, luogo d'origine della famiglia Guggenheim  © Rita Kernn-Larsen, by SIAE 2014

Rita Kernn-Larsen / André Kertész
Autoritratto (Conosci te stesso)(Self-Portrait [Know Thyself]), 1937 / Peggy Guggenheim, 1945
Olio su tela, 40 x 45 cm / Stampa alla gelatina d’argento, 24,1 x 19,4 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia. Acquistato grazie a Penny Borda, Lewis e Laura Kruger e il Guggenheim Circle, 2013 / Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia. Donazione, Cantone Argovia, Svizzera. In ricordo della città di Lengnau, luogo d’origine della famiglia Guggenheim
© Rita Kernn-Larsen, by SIAE 2014

In mostra 54 opere suddivise in 8 sale, ognuna adibita ad uno specifico tema: figure e occhi, luoghi, oscurità e opacità, l’impero della luce, spazio e percezione, espressione, inconscio, natura.

I visitatori potranno confrontarsi con inediti accostamenti: Edgar Degas, Henry Matisse, Mark Rothko e Lucio Fontana creano, attraverso una serie di confronti serrati, uno spazio di transito, sino ad oltrepassare i confini temporali del Novecento, per approdare alla contemporaneità di Gabriele Basilico, David Hockney, Gerhard Richter, Anish Kapoor, Thomas Ruff, Kiki Smith, Hiroshi Sugimoto, Piotr Uklański. A concludere l’esposizione un omaggio all’artista Fausto Melotti (1901 – 1986), di cui una valida monografia, che include 20 opere, pone in luce il valore e l’acutezza scultorea, capace di una pervicace dematerializzazione della forma plastica in pura luminosità.

René Magritte L’impero della luce (L’Empire des lumières) 1953–54 Olio su tela, 195,4 x 131,2 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia  © René Magritte, by SIAE 2014

René Magritte
L’impero della luce (L’Empire des lumières)
1953–54
Olio su tela, 195,4 x 131,2 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
© René Magritte, by SIAE 2014

Temi & Variazioni. L’impero della luce. Omaggio a Fausto Melotti
Collezione Peggy Guggenheim
1 febbraio – 14 aprile 2014
Orario: 10 – 18, chiuso il martedì
Biglietti: intero euro 14; seniors euro 12 (oltre 65 anni); studenti euro 8 (entro i 26 anni); bambini (0-10 anni) e soci ingresso gratuito.
info@guggenheim-venice.it
www.guggenheim-venice.it/peggyg.mobi

Luca Siniscalco

Fausto Melotti Canone variato I 1967 Ottone, 34 x 78 x 36 cm. Collezione Marta Melotti, Milano

Fausto Melotti
Canone variato I
1967 Ottone, 34 x 78 x 36 cm. Collezione Marta Melotti, Milano


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