Il mio punto di vista

L’incantesimo di Las Ventanas al Paraìso

staff
12 settembre 2012

Reduce dalle “fatiche” di Los Angeles, ho saggiamente deciso di dedicare la seconda parte delle mie brevi ma promettenti vacanze estive al relax e alla remis en forme.
E in vista di questo obbiettivo non avrei potuto fare scelta migliore che recarmi a Los Cabos, in Messico, dove mi attendeva l’ospitalità d’eccellenza in uno splendido resort che da tempo sognavo di visitare: Las Ventanas al Paraiso a Cabo San Lucas.Il luogo purtroppo non solo è piuttosto lontano dall’Italia, ma soprattutto è mal servito dalle compagnie aeree: ho dovuto quindi aspettare diverso tempo prima di riuscire a “costruirmi” l’estate adatta per un viaggio che richiedeva innanzitutto una grande disponibilità di tempo, ma anche la possibilità di un tragitto suddiviso in due parti con una tappa intermedia.
Non solo: purtroppo una serie di sfortunati eventi hanno contribuito a scoraggiare decisamente il mio ideale di vacanza tranquilla e riposante.

Sono arrivata piena di belle speranze da una Los Angeles scintillante di sole e di glamour, ma l’atterraggio al “Cabo” non è stato dei più invitanti: dopo circa tre anni di quasi siccità, infatti, sono stata accolta da una tempesta tropicale che ha messo un po’ in difficoltà le strutture, impreparate ad un tale rivolgimento climatico!
Uomini in cerata ci hanno trasferito su un pulmino che non senza fatica ci ha accompagnato a destinazione. La pioggia era così fitta e i locali così disorientati che la strada era completamente inondata, con due torrenti di fanghiglia che scorrevano ai lati. Avevo appena visto, durante la mia visita privata agli Studios di L.A., la realizzazione di una tempesta con tanto di fiume che straripava sulla strada. Ma qui non era più finzione, era la realtà. E i meravigliosi tramonti del “Cabo”, tanto pubblicizzati allo scalo aeroportuale mi sembravano quindi sempre più lontani. Non nascondo le perplessità quando, varcando l’ingresso del Resort, mi sono accorta che c’erano pozze d’acqua ovunque, che il personale si affannava ansiosamente ad asciugare e ripulire!

Bene, malgrado le premesse assai poco invitanti posso dire che alla fine lo splendore della meta ha decisamente giustificato ogni sforzo per raggiungerla, tanto che Las Ventanas – e sottolineo non Cabo San Lucas, bensì Las Ventanas – tra tutti i luoghi del Globo che ho avuto la fortuna di visitare, rimarrà particolarmente impressa nel mio cuore.
Las Ventanas letteralmente significa “le finestre”, e non a caso la location è davvero un’apertura sul Mondo: sulle onde spumeggianti del Pacifico, sullo splendore della sabbia bianca baciata dal sole, sulle meraviglie di una flora e una fauna da mozzare il fiato, ma che al contempo si fondono armoniosamente con l’architettura ricercata della struttura.
Bellezza, Ospitalità, Relax: ecco le parole d’ordine di un vero e proprio paradiso destinato a pochi eletti, un placebo per la mente e per il corpo, in cui è facile dimenticarsi della realtà e dei problemi di ogni giorno.

All’arrivo mi è stato immediatamente assegnato un butler personale. E quando dico personale intendo realmente tutto per me: ogni ospite dell’albergo ne ha uno dedicato, ed è proprio grazie a lui che l’esperienza di soggiorno viene resa davvero unica, sollevando il cliente da qualsiasi problematica – anche la più banale, quale la prenotazione del ristorante all’interno dello stesso albergo.
Qualità di servizio, dunque, impeccabile, in una cornice indimenticabile. In una pausa dal nubifragio, infatti, siamo riuscite a godere di una suggestiva colazione tipicamente messicana, sedute a bordo di una piscina a strapiombo sul mare in burrasca ma meravigliosamente affascinante, come solo la natura selvaggia sa essere.

La spiaggia, ovviamente deserta, era lunghissima e contornata da speroni di roccia e dune che sembravano provenire appositamente da uno dei set sui quali ero appena stata a Los Angeles.
All’interno di questo paradiso terrestre, poi, esiste una vera chicca da intenditori, ovvero la sofisticata Spa del resort, un angolino incantato in cui è possibile abbandonarsi alla tranquillità tra pozze d’acqua termale e patii lussureggianti. Ai fortunati che ne potranno godere consiglio assolutamente il cosiddetto “massaggio della casa”, un’esperienza talmente unica che, dopo essermi affidata alle mani esperte del massaggiatore, ho faticato a ritrovare – a dire la verità, barcollando – la via per il mio appartamento.

Ora non vedo l’ora di ripetere l’esperienza recandomi, all’interno della stessa catena alberghiera, a Playa del Carmen, luogo meraviglioso vicino ai siti archeologici Maya di Tulum. Sarà di certo un’esperienza diversa ma altrettanto magica per me e per la mia bambina, questa volta all’interno di una fiabesca laguna.

 

Gabriella Magnoni Dompé