Advertisement
Arte

L’incredibile avventura di Damien Hirst a Venezia

Elisa Monetti
17 giugno 2017

Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

Una storia di tesori dispersi negli abissi marini, di leggende e di un caso di curiosa fortuna, quella di Treasures from the Wreck of the Unbelievable (I tesori del delitto Incredibile), nuova straordinaria mostra di Damien Hirst, curata da Elena Genua, inaugurata in occasione della Biennale di Venezia e visitabile fino al 3 dicembre.

L’artista dello squalo di 4 metri immobile in formaldeide, uno dei record d’asta più strabilianti ad oggi raggiunti, dimostra una vera e propria passione per gli oggetti marini, scegliendo di esporre tra le sale di Palazzo Grassi e Punta della Dogana oltre 200 opere inanellate da una storia straordinaria: “Nel 2008, al largo della costa orientale dell’Africa fu scoperto un vasto sito con il relitto di una nave naufragata. Il ritrovamento ha avvallato la leggenda di Cif Amotan II, un ex schiavo di Antiochia, vissuto tra la metà del I secolo e l’inizio del II secolo d.C. Cif, dopo essersi affrancato, accumulò un’immensa fortuna e creò una collezione di oggetti provenienti da ogni parte del mondo. Questi furono tutti caricati sull’immensa nave Apistos, nome che in greco significa “Incredibile”. Ma la nave affondò, consegnando il proprio tesoro agli abissi e al mito“.

Le incredibili foto che raccontano il recupero accompagnano l’esposizione, donandole fascino e inaspettata credibilità.

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

  • Photographed by Prudence Cuming Associates / Photographed by Christoph Gerigk

Una storia innegabilmente affascinante che prende corpo negli oggetti esposti in mostra: dalla guerriera in spalla ad un’orsa che fiera ci accoglie in Punta della Dogana (The Warrior and the Bear), a una testa di Medusa in malachite, un oggetto di magnetica bellezza che curiosamente ricorda la straordinaria preziosità del Teschio di diamanti, opera del 2007 dello stesso Hirst, passando per un curioso duo scultoreo ancora ricoperto da alghe e coralli che vede una sagoma umana, palesemente somigliante all’artista, tenere per mano l’iconico Topolino (The collector with Friend). Che siano entrambi loro viaggiatori del tempo?

Un po’ troppe le coincidenze e gli anacronismi sparsi qua e là tra le sale della mostra. E allora, che la storia di Cif Amotan II non sia altro che questo, una storia?

A rifletterci bene il sospetto della finzione, del monumentale scherzo non pare così inappropriato per un artista come Damien Hirst che, da che se ne ha memoria, dà sfoggio di spiccata eccentricità e brillanti provocazioni.

Ed è proprio in questo malcelato mistero sta la magia della mostra, narratrice di un’avventura talmente incredibile da non essere vera, ma forse per questo ancora più affascinante!

 

Damien Hirst – Treasures from the Wreck of the Unbelievable
9 aprile 2017 – 3 dicembre 2017
Palazzo Grassi – Punta della Dogana
Dorsoduro 2, Venezia
Orari: lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato – domenica dalle 10:00 alle 19:00

Photo Credits: © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS/SIAE 2017


Potrebbe interessarti anche