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L’Inter fa sperare, il Milan disperare

Riccardo Signori
11 settembre 2017

Ivan Perisic

Meglio guardare al nostro campionato, e lasciar perdere gli altri. La serie A non sarà trainante, ma stavolta illuminante. Dice la classifica che Juve, Napoli  e Inter sono rimaste a pari punti ed egual numero di vittorie (3). Invece il Milan è scivolato con un capitombolo imbarazzante, se non addirittura devastante. Già tutto chiaro per quel che sarà? Niente affatto. La Juve è squadra quadrata, sebben meno rodata di altri anni, il Napoli asseconda le speranze (8 successi di fila in campionato tra quest’anno e quello passato). E l’Inter segue la tradizione? Fantastica nel fare e disfare la tela: parte come un razzo poi diventa una lumaca. L’anno passato , per il vero, il cambio di allenatore ha accelerato la metamorfosi. Ma quest’anno? Che dire: l’Inter fa sperare, il Milan disperare.

Sintesi apprezzabile di una domenica calcistica nella quale Mauro Icardi (76 gol in serie A,10° goleador nerazzurro di sempre) e Ivan Perisic hanno dimostrato di essere le travi portanti della squadra nerazzurra, invece Leo Bonucci e in qualche modo Lucas Biglia hanno fatto rimpiangere i soldi della spesa. Intendiamoci: l’Inter affrontava la Spal a San Siro e il Milan è andato a Roma contro la Lazio, altra pasta di avversario. Però qualche idea sui prossimi sei mesi è già intuibile: l’Inter non gioca bene ed ha qualche debolezza, ma ha composto la squadra con gente che si conosce ed ha innestato giocatori usato sicuro (Vecino e Borja Valero per esempio). Il Milan è da mani nei capelli: nessun acquisto rossonero ha brillato all’Olimpico, anzi vista l’atmosfera piovosa è stato tutto un inseguirsi di buchi nell’acqua. Centrocampo debole, disastri difensivi di Bonucci eclatanti. Il Milan chiede pazienza, ma per blasone e rango calcistico non ce ne può essere. L’Inter chiede fiducia.

Lucas Biglia

Ed allora ecco un vademecum, in 7 (magnifici?) punti per credere nell’Inter.

1) L’allenatore Spalletti è uno che non molla e non ti fa mollare. 2) Icardi e Perisic sono due fra i migliori giocatori della serie A per qualità e valore tecnico. 3) Lo spogliatoio sembra meglio gestito rispetto all’anno passato. 4) La voglia di riscatto serpeggia fra le fila nerazzurre. 5) La dirigenza è più credibile rispetto all’anno scorso: l’ingresso di Sabatini vale la sterzata. 6) Il centrocampo si è arricchito di giocatori di rendimento e abituati al nostro campionato. 7) È difficile fare e comportarsi peggio della stagione passata.

Ed ecco, invece, 7 punti per capire cosa manca al Milan o per rimettersi le mani nei capelli.

1) Squadra rivoluzionata, ma sono troppe le scommesse da vincere sul valore dei giocatori. 2) L’allenatore Montella comincia già ad essere contestato dai tifosi. 3) Il medesimo allenatore deve sbrigarsi a trovare la quadra del gioco e del sistema di gioco per sfruttare al meglio i calciatori. Sennò  avranno ragione i contestatori. 4) Bonucci, acquisto sopravalutato del mercato, sta dimostrando i limiti nella capacità difensiva. Montella dovrebbe sapere che l’attuale capitano rende solo nella difesa a tre, dove si ritrova con due guardaspalle e agisce come un libero. 5) La fascia di capitano a Bonucci rischia di essere un boomerang: il giocatore deve volare più basso, migliorarsi dei difetti e liberarsi dagli eccessi. 6) Manca un altro centrocampista di valore. Biglia è un leader del settore, ma serve qualità. 7) Manca il grande attaccante di riferimento, le quattro punte rossonere (Kalinic, Andrea Silva, Cutrone, Borini) hanno bisogno di avere alle spalle una squadra ottima e capace di servirli. Invece, per ora, si devono accontentare di Suso, un po’ leggerino che talvolta fa rima con fantasmino.


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