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Leggere insieme

L’isola del nonno

Marina Petruzio
15 gennaio 2017

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L’isola del nonno di Benji Davies da Giralangolo: quando è arrivato l’ho sfogliato subito, aveva quel sapore di mare e caldo che a volte senti anche se fuori fa freddo. Era caldo di colori e di un bel cielo azzurro, però…

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Ci sono albi che non hanno premura di essere recensiti. Sono quegli albi per tutte le stagioni, non è così importante se ne parli subito o magari dopo qualche mese. Sono quei libri che tieni in un angolo della mente in attesa, con la porta socchiusa perché ci devi pensare anche tu, prima di cominciare a scriverne. Devi trovare le parole giuste e soprattutto il momento. Che tanto arriva, basta lasciargli la libertà di farlo da solo.

Non è facile parlare della morte ai bambini e alle bambine. Trovare le parole per rispondere alle domande, trovarle per spiegare quel dolore, a sé stessi prima ancora che a loro, perché vederli soffrire è insopportabile. Cercare le parole per raccontare quell’assenza, quel più e quel dove che mai avresti voluto dover affrontare. Eppure è la vita! Si arriva e dopo un po’, variabile, si parte…e se il nonno fosse partito?

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La partenza giustifica in parte l’assenza e magari anche un po’ di cattivo umore per un ritorno non specificato.

Collocare qualcuno che si è perduto in un luogo conosciuto può sicuramente essere rassicurante.

Andare al mare col nonno, passarvi le vacanze, pensare quel qualcuno in una casa conosciuta, con oggetti noti, quotidiani, che abbiamo potuto toccare anche noi, significa sapere che la nostalgia ha un posto, una casa dove stare. Ed è già come averla accudita. E se questa casa è una capanna nel cuore di un’isola tropicale inesplorata, se si sa che il nonno per andarvi ha preso una grande nave e portato con sé tutto quello che serve e rende confortevole un lungo viaggio così come una lunga permanenza, ecco che sicuramente il nonno non si sarà scordato pennello e colori, la sdraio sulla quale leggere sonnecchiando ogni primo pomeriggio, i suoi libri preferiti e magari anche quelli sfogliati insieme, che lì per lì non si trovano più, e poi la sua tazza e il suo thè.

Sicuramente così va meglio.    

Lasciarlo lì col suo cappello, il suo solito pullover di cui ora si ricorda anche il profumo… Potrebbe non essere così disperante sapere di poter tornare in quel posto, ogni volta che quel piccolo dolore, come la punta di una spina, si riaffaccia al cuore e poterlo cullare perché non diventi insopportabile. Anche se il mare al ritorno sarà in tempesta, la testa un po’ confusa e le gote bagnate di acqua e salso e non facile quell’istante in cui una piccola luce riporterà al qui e ora e a quella assenza. Ma sarà solo un istante però.

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E come Syd sapere che lassù, in cima a una scala ripida ma accessibile, nella soffitta della casa del nonno, in alto, vicino al cielo, una pesante porta custodisce i ricordi di quei momenti assolutamente indimenticabili, o nella nostra testa, sotto quel e non un altro cappello. Perché ognuno di noi ha paradisi immaginari personalizzati, chi isole, chi taschini.

 

L’isola del nonno
Di e illustrato da Benji Davies
Testo italiana Anselmo Roveda
Editore Giralangolo – 2016
Euro 15,00
Età di lettura per tutti


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