Advertisement
Sport

L’Italia un disastro, ma Conte è peggio

Riccardo Signori
30 marzo 2016
hi-res-613132a1a656b1e0b7c27887ed9a3fba_crop_exact

Thiago Motta

Una domanda vale la soluzione del problema: meglio esonerare la nazionale o il suo ct? Il disastro presentato da Antonio Conte e dalla sua Italia contro la Germania induce ai cattivi pensieri in vista degli Europei in Francia. Il ct se l’è cavata con una delle ovvietà di cui va fiero da tempo: questo è il materiale, su questo dobbiamo lavorare. Ma lo sapevamo tutti: osservatori, tifosi ed anche i tecnici con patentino. Stupefacente semmai che il ct lo accampi come ultima scusa per un disastro che poteva, almeno, essere dimensionato in proporzioni meno eclatanti. L’Italia del pallone, in questo momento, è inferiore alle grandi nazionali di ogni storia calcistica. Ma, nel dopoguerra, non aveva mai subito 4 reti dalla Germania, ne aveva incassate 5 quell’unica volta nel 1939. Ed erano quasi ventuno anni che gli azzurri non venivano battuti dai tedeschi. Questi record resteranno nella storia del Conte ct ,insieme al cospicuo stipendio che evidentemente non migliora il valore di un tecnico.
Fra due mesi gli europei diranno se la figuraccia rimediata dall’Italia sia stata solo un incidente di percorso o ne abbia delineato il valore effettivo.
Alcune idee però sono chiare: contro la Spagna, nell’amichevole di cinque giorni prima, si era delineata una squadra, con alcuni uomini determinanti e qualche luce. Qui è stato buio anche per il calo fisico di alcuni che, evidentemente, non reggono ritmi troppo serrati e due partite consecutive ad alto potenziale di difficoltà: un indizio da tener presente in un torneo che obbliga a giocare partite con tempi stretti di recupero.

Marco Verratti

Marco Verratti

Il ct ha detto di avere già 16 nomi in testa, per gli altri attenderà le indicazioni finali del campionato. Chiaro che la squadra è delineata nei suoi uomini principali, alcuni dei quali, per esempio Verratti e Marchisio, non facevano parte del gruppo in questa occasione ed hanno dimostrato di essere insostituibili. Ma la partita con la Spagna aveva segnalato un problema: difesa da brividi che non poteva reggersi su Leonardo Bonucci. E la forza di una difesa si regge nell’equilibrio tra centrocampisti e difensori. C’erano stati brutti segnali contro gli spagnoli, ancora peggio contro i tedeschi dove Bonucci ha chiuso prima per infortunio, ma il ct ha insistito nell’ imporre il suo modulo a tre difensori e non ha ragionato su un cambio che potesse rendere più solido il reparto. Davanti ad attaccanti notoriamente di qualità, Thomas Muller su tutti,  La difesa si è sciolta. Nel confronto con centrocampisti vigorosi e di buona tecnica, il nostro duo lumacone, Thiago MottaMontolivo, è crollato. Ma che i due non fossero compatibili in un centrocampo dove bisogna correre e non, invece, giocare da fermi, lo avrebbe capito in anticipo anche un bambino delle scuole elementari. Poteva capirlo pure un ct, che ha un’alta considerazione di se stesso. Unica differenza: Motta ha qualità più raffinate e con un  cursore accanto può ancora servire.
È chiaro, dunque, che gli errori di una squadra stavolta si accompagnano a quelli del tecnico. Ed è un  problema. La nostra nazionale non ha la qualità dei migliori, ma nemmeno è così scarsa come questa amichevole vorrebbe dimostrare. In attacco rimane qualche fiammella di luce: Insigne deve reggere più a lungo, Bernardeschi è apparso un bambolotto sperduto, ma se ha capito la lezione può solo far strada.
L’Italia con vista europeo per ora va al restauro, ancora due mesi di campionato prima di ritrovarsi. Fra i 16 già promossi dal ct ci sono i soliti noti: la difesa di ferro(Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Darmian), i centrocampisti più solidi (Verratti, Marchisio, Parolo, Candreva), gli attaccanti più credibili (Insigne, El Shaarawy, Zaza, Pellè e forse Bernardeschi).
Non ci sarà tanto da scegliere, come dice Conte, ma si può puntare su qualche azzardo, piuttosto che rifarsi all’usato scacciapensieri. Anche il ct dovrà rivedere qualche concetto su se stesso e sulle proprie convinzioni:con un po’ di umiltà e qualche ripasso sul buon uso del gioco del pallone, che non contempla solo un’idea ma anche un pizzico di fantasia.


Potrebbe interessarti anche