Fotografia

Liu Xiaofang: dalla realtà alla fantasia

Alberto Pelucco
24 giugno 2015
Liu Xiaofang , “At end of world-01”, 100x100 cm, Ed. 2/6 + 1 AP, 2014, courtesy mc2gallery

Liu Xiaofang , “At end of world-01”, 100×100 cm, Ed. 2/6 + 1 AP, 2014, courtesy mc2gallery

Dove passa il confine tra realtà e fantasia? Domanda più che azzeccata quando si ha in mente Liu Xiaofang, fotografa cinese, classe 1980, presente fino al 16 luglio alla mc2gallery di Milano con la sua prima personale italiana.

Le sue composizioni dall’estetica onirica uniscono la pittura tradizionale cinese con i suoi paesaggi resi indefiniti dalla nebbia, e la cultura contemporanea dell’ex Celeste Impero. Questi lavori ricreano un mondo di fantasie fiabesche, di visioni surreali, in cui Liu evoca un senso di nostalgia verso il proprio passato, fatto di incertezze e incubi. Fonte di ispirazione sono i dipinti tradizionali della pittura cinese, ma anche i ricordi d’infanzia dell’artista, che li immortala in immagini, dove una bambina si erge a spettatrice e protagonista, contemplativa e partecipe degli eventi che la circondano.

Liu Xiaofang , “At end of world-02”, 100x100 cm, Ed. 1/6 + 1 AP, 2014, courtesy mc2gallery

Liu Xiaofang , “At end of world-02”, 100×100 cm, Ed. 1/6 + 1 AP, 2014, courtesy mc2gallery

Nei paesaggi, delicati e apparentemente utopici, a confondersi nella silenziosa densità della nebbia non sono solo cielo e mare, ma anche i confini tra mondo reale e immaginazione, che diventano un tutt’uno, una porta per lo spettatore, chiamato a interrogarsi sui concetti di verità e realtà.

Più di rappresentare una forma, la pittura cinese cerca di esprimere il cuore, il movimento interno degli esseri, allo scopo di indurre con la massima concisione alla contemplazione dell’infinito. Le radici di questa pittura hanno origine in un modo di pensare molto antico, che sottolinea l’unità dell’uomo e del cosmo, oltre al dinamismo ininterrotto dell’universo. Nel pensiero tradizionale cinese l’universo consiste di respiri (Qi) di varie densità e sempre in movimento, fonte della vita. Per ricreare questi respiri in un’immagine, la vita ha stabilito un legame diretto tra l’universo e l’umano. Questo tramite è la pittura. Quindi, dipingere o contemplare un dipinto permette di trovare l’unità con il cosmo. L’arte pittorica è più di un lavoro estetico: si tratta di un’arte di vivere.

Liu Xiaofang , “I remember II-01”, 60x60 cm, Ed. 9/10 + 2 AP, 2012, courtesy mc2gallery

Liu Xiaofang , “I remember II-01”, 60×60 cm, Ed. 9/10 + 2 AP, 2012, courtesy mc2gallery

A colpire di queste immagini è il vuoto denso che le pervade. Nella pittura cinese il vuoto può rappresentare il cielo, la terra, l’acqua, le nuvole, ma anche proiettare lo spettatore in un mondo più vasto, anche infinito, lasciando un terreno libero per l’immaginazione. Il dipinto è un trampolino di lancio per la contemplazione dell’Assoluto: tale è anche il principio delle poesie cinesi.

Quanto ai soggetti, i paesaggi furono il motivo centrale della pittura cinese a partire dalla dinastia Tang (618–907); si parlava al riguardo dello “shanshui”, la pittura delle “acque di montagna”, che attraverso opere generalmente monocromatiche, cercava non tanto di rappresentare la natura, quanto di ridestare sentimenti nell’osservatore e la sua sensibilità per l’armonia del mondo.

Liu fotografa l’immanente in modo quasi ossessivo; influenzata dalla millenaria arte della sua gente, attinge ai suoi ricordi infantili, congelando l’amore, il desiderio, il dolore, la gioia, la morte, la paura e alienandosi da essi, perché solo il distacco dalla frenesia del mondo e l’atarassia ci liberano dal bisogno ossessivo di classificare.

Liu Xiaofang , “I remember II-07”, 100x100 cm, Ed. 7/8 + 1 AP, 2012, courtesy mc2gallery

Liu Xiaofang , “I remember II-07”, 100×100 cm, Ed. 7/8 + 1 AP, 2012, courtesy mc2gallery

Il ceruleo dominante, un fiotto verticale, piccoli fuochi d’artificio, la nebbia, il volo senza scalo, la zattera alla deriva, un azzurro denso d’acqua, di cielo o di neve, la misura del nostro essere piccoli ammucchiano sensazioni di libertà, di solitudine felice, di un ultimo sguardo prima della perdita di senso.

Di fronte a queste immagini, la nostalgia del passato si fonde con l’ansia del futuro, ed eccoci allora in un’altra dimensione, dove non ricordiamo più il dolore del nostro passato, la paurosa drammaticità dell’esistenza, perché non più ossessionati dall’Ordine del vivere.

Le foto di Liu sono mondi reali e insieme metafisici, dove esiste solo lei con le sue insicurezze e i suoi ricordi. Le sue opere nascondono una trasformazione profonda: i suoi incubi infantili mutano in paesaggi fantastici, il terrore si trasforma in armonia. Nel cerchio perfetto che racchiude lei e il mondo, la paura di un attentato diventa un’esplosione di stelle, un naufragio un’escursione in canotto su acque tranquille, un burrone una finestra sul creato.

Liu Xiaofang ci mostra che l’angoscia di vivere nasce principalmente dai nostri incubi infantili, ma l’uomo, e la scintilla della divinità in lui, può trasformare il buio in bellezza.

Del resto, citando Dostoevskij, per bocca del principe Myškin: “La bellezza salverà il mondo” (L’Idiota).

 

Liu Xiaofang Solo Show – a cura di Claudio Composti
26 Maggio – 16 Luglio 2015

mc2gallery | Via Malaga, 4 – 20143 Milano
www.mc2gallery.it
mc2gallery@gmail.com
tel./fax +39 02 87280910

Ingresso Libero


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