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Lo scudetto della Juve, dalla A di Allegri alla Z di Zorro

Riccardo Signori
26 aprile 2016

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La manita della Juve fa storia, 5 scudetti ma quest’ultimo vinto con una esaltante rimonta. Buffon diventa il portiere italiano che ne ha vinti di più (7). Juve a quota 32 titoli, nonostante tifosi, e non solo, dicano che sono 34. Ripassiamo tutto, scorrendo l’alfabeto dello scudetto.
A. Allegri, allenatore, allenamento. Il punto di partenza di un successo. Qualcuno nel caso Juventus penserà: A come arbitri. Il punto di arrivo di ogni polemica.
B. Buffon, Barzagli, Bonucci: la fortezza difensiva.
C. Capitan Buffon, dieci e lode per la stagione in campionato. Parate decisive e uscite verbali a rimettere in riga divagazioni da spogliatoio.
D. Difesa, ancora una volta la vera forza dei campioni d’Italia. Dopo 4 sconfitte, la Juve ha alzato il ponte levatoio e sigillato la roccaforte. Magari tanti avranno pensato D come Dybala (cercare sotto altra lettera).
E. Eccoli di nuovo: juventini al quinto scudetto e gli altri con la faccia degli sconfitti.
F. Fede e fiducia, punti di forza ispirati da Allegri.
G. Gioventù. Dybala, Morata, Alex Sandro, Pogba, Rugani, Sturaro: non c’è puzzo di gioventù bruciata. Anzi, la vecchia Signora cerca altra carne giovane.
H. Hit parade dei valori di mercato dopo questo campionato: Pogba 110 milioni, Dybala già a 70, Morata 30, Bonucci 30, Cuadrado 25. Buffon impagabile.
I. Interrogativi internazionali. Ce la farà la Juve ad attrezzarsi per vincere la Champions? Lo scudetto vale l’Italia, la Champions l’internazionalità certa.
J. Juve, che sarà pure la storia di un grande amore ma anche la storia di cinque scudetti, che torneranno a fare epoca.

Serie A - Juventus vs Lazio
K. Khedira, che di nome fa Sami, ma tedesco Doc nel risolvere problemi e situazioni in campo. Ha lasciato il segno come sanno i tedeschi: uno dei segreti di questa stagione. Meglio di Moeller che di nome faceva Andreas e forse di Haller, che faceva Helmut. Ja.
L. Leit motiv. Quello che accompagna la Juve in ogni stadio italiano. Sì, quel grido breve ma espressivo. Prima c’era Moggi ad arricchire gli alibi di chi perdeva, adesso è solo colpa degli arbitri. E se la squadra avesse qualche merito?
M. Morata e Mandzutic, velocità e concretezza: a ciascuno il suo con interpretazione di successo.
N. Nostalgia già nell’armadio. C’erano Tevez, Pirlo e Vidal, ora bastano i nuovi eroi. Calcio canaglia, più della nostalgia.
O. Oro nei piedi di Pogba, se capirà di giocare sempre come nella seconda parte della stagione. E lascerà alla gioventù le frivolezze del passato e dell’inizio campionato.
P. Pogba come padrone, ma pure Andrea Agnelli come padrone. Entrambi un po’ estemporanei e un po’ gossippari. Ma poi tornano tosti nel “gambe in spalla e pedalare”.
Q. Quinto scudetto. Non è facile come dirlo, soprattutto in una stagione dove la squadra ha infilato 24 successi e un pareggio per rimediare alle ronfate iniziali.
R. Reti, l’essenza del calcio. Con un buon attacco e la miglior difesa vinci: elementare Max. Ma non tutti lo capiscono.
S. Sfortuna. L’oscar a Marchisio e Chiellini, sempre determinanti: ciascuno a modo suo. Ma ora si godono lo scudetto stando in tribuna e con infortuni che hanno tolto un pizzico di sapore dolce.
T. Trequartista, quest’anno non c’era. Allegri ha inventato Dybala alla Tevez. Sangue argentino non mente. Operazione riuscita.
U. Unione fa la forza: componente essenziale di qualunque spogliatoio. Alla quale aggiungere Umiltà, nel gioco e nell’affrontare gli avversari.
V. Vincere, l’unico verbo che conta in casa Juve.
Z. Zorro. Chi mai sarà lo Zorro del campionato juventino? Buffon mani d’oro, Pogba leader per un futuro o Dybala, il ragazzino con la personalità del campione? Certi gol sono come la Zeta, il segno di Dybala.

 


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