Advertisement
Arte

Lo sperimentalismo di Rei Kawakubo in mostra al Met

Silvia Ragni
4 maggio 2017

Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between è il titolo della mostra che il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York dedica a Rei Kawakubo, la designer giapponese che ha ribaltato le fondamenta stesse del concetto di moda. L’inaugurazione, già preceduta da un Gala sfavillante di celebrities, è fissata per la giornata odierna e rappresenta lo starting point di un’esposizione visitabile fino al 4 Settembre 2017: 4 mesi in cui sarà possibile ammirare circa 150 creazioni tratte dalle collezioni che Rei Kawakubo, dal 1980 ad oggi, ha realizzato esplorando l’affascinante tema dell’interstiziale, una sorta di terra di mezzo che, nell’incrocio tra  un principio e il suo opposto, connette i dualismi e al tempo stesso dona loro nuova forma.

È proprio questo il nucleo di un percorso espositivo che non rispetterà un ordine cronologico, bensì tematico, sviluppandosi attraverso 8 sezioni corrispondenti ad altrettanti ossimori che convivono nell’estetica di Kawakubo: Fashion/Anti-Fashion, Self/Other, Design/Non-Design, Model/Multiple, Then/Now, High/Low, Objet/Subjet, Clothes/Non Clothes sono le tappe che la mostra-evento curata da Andrew Bolton approfondirà in un avvincente viaggio nell’universo creativo di una designer che ha rimesso in discussione qualsiasi stilema tradizionale.

Una cosa per essere bellissima non deve essere bella”, ha dichiarato Rei Kawakubo, ed i suoi abiti, vere e proprie opere d’arte nella loro bellezza inedita, nella sfida a tutto ciò che è convenzionale, avvalorano appieno la sua affermazione. Non esistono limiti alla nozione di moda: oscillando tra il minimalismo, il modernismo ed il concettuale, la designer ha sempre concepito le sue creazioni come un riflesso della propria ricerca personale.

Uno sperimentalismo racchiuso persino nel nome del brand, Comme des Garçons, che nel 1969 fonda a Tokyo dopo una laurea in Letteratura ed un inizio da freelance nel settore del tessile. Comme des Garçons si distingue per la cifra stilistica che non lascia spazio a orpelli, look declinati in una palette che al nero alterna il bianco, esaltando un trionfo di linee asimmetriche e sovrapposizioni. Nessun riferimento al “déjà-vu” negli abiti, nessuna concessione al gusto orientale, né tantomeno occidentale: la silhouette viene completamente ridefinita, i volumi stravolti tramite forme oversize, gli standard dello stile continuamente capovolti e riassemblati. Nel 1981, quando sfila per la prima volta a Parigi, Comme des Garçons si impone immediatamente all’attenzione grazie alla visione di rottura di Rei Kawakubo. Le modelle avanzano in passerella ostentando un incarnato cereo, quasi spettrale, su cui risaltano un tripudio di nero ed un accuratissimo know-how sartoriale.

  • Ceremony of Separation, Autumn 2015

  • Bloodand Roses, Spring 2015

  • Blue Witch, Spring 2016

  • 18th Century Punk, Autumn 2016

  • Anna Cleveland

Da allora, la moda non sarà mai più la stessa: insieme a Yohji Yamamoto e a Issey Miyake, Kawakubo contribuisce ad affermare una rivoluzionaria estetica giapponese che assurge a leitmotiv la sperimentazione sui materiali e le strutture scultoree, che rimodellano il corpo, impreziosite sovente da dettami in 3D. Dal debutto parigino all’affermazione internazionale, per Comme des Garçons il passo è breve. Nel 1982 il brand inaugura a Parigi la sua prima boutique europea a cui fa seguito, un anno dopo, l’apertura di uno store newyorkese.  L’ascesa di Rei Kawakubo prosegue all’insegna di una ricerca ininterrotta che ruota attorno al brand a 360°, coinvolgendolo in toto nel processo creativo: basta pensare al lancio di Six, il magazine biennale di Comme des Garçons, o alla linea di profumi rigorosamente unisex che dal 1994 veicolano il suo spirito avant-garde, o, ancora, alle splendide campagne pubblicitarie che fotografi del calibro di Paolo Roversi e Juergen Teller realizzano per il marchio. E non vanno tralasciati i temporanei “Guerrilla Store” allestiti nelle location più incredibili, la advertising campaign che vede protagonista Francesco Clemente e quella, di forte impatto, scattata dall’artista concettuale Cindy Sherman, l’apertura del tempio del retail Dover Street Market. È una genialità ad ampio spettro a forgiare l’immaginario di Rei Kawakubo, un’inventiva che si esprime nelle continue contaminazioni tra moda, arte, design e cultura.

La grande retrospettiva “Art of the In-Between” la decreta, non a caso, seconda stilista vivente – dopo Yves Saint-Laurent, celebrato nel 1983 – a cui il MET abbia mai dedicato una mostra: un tributo d’eccezione a colei che ha saputo associare la moda ad un’iconografia del tutto unica e memorabile.

Il catalogo dell’esposizione, curato da Andrew Bolton, include una serie di magnifici scatti esclusivi firmati da Paolo Roversi, Inez & Vinoodh, Nicholas Alan Cope, Kazumi Kurigami, Craig McDean, Ari Marcopoulos, Collier Schorr, Brigitte Niedermair e Katerina Jebb.

 

Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between
Dal 4 Maggio al 4 Settembre 2017
Metropolitan Museum of Art │1000 5th Avenue │ New York
www.metmuseum.org

 

Photo credits: ©Paolo Roversi Courtesy of the Metropolitan Museum of Art

 


Potrebbe interessarti anche