Fitness & Wellness

Lo sport insegna il rispetto

Alessio Rinelli
8 aprile 2013


É proprio così: ritengo che ogni sport impegni a rispettare a fondo l’avversario o gli avversari, a dedicarsi con impegno all’allenamento, a faticare per ottenere dei risultati, a sudare, arrabbiarsi, deprimersi, deludersi, sentirsi soddisfatti, ridere e divertirsi. Tutti aspetti congiunti e sicuramente presenti in ogni attività sportiva.

In particolare, due sport nipponici molto conosciuti rispondono ai criteri di dedizione e impegno tra i più alti richiesti e pongono all’attenzione dell’atleta la necessaria importanza del rispetto dell’avversario. Sono sport che insegnano la DIFESA personale e non L’ATTACCO, tra tutte le arti marziali sono sempre stati quelli più in voga; penso abbiate indovinato di cosa si tratta…

KARATE
Il Karate è un’arte del combattimento. Gli attacchi più utilizzati sono i colpi di pugno e di piede; a questi si aggiungono colpi portati a mani aperte in diverse posizioni, colpi di gomito, di testa, di ginocchio. Tecniche di parata diversificate sono state elaborate in risposta ai diversi tipi di attacco. Esse sono completate da tecniche di immobilizzazione e di proiezione e dall’utilizzo di diversi oggetti: armi, bastoni e arnesi tradizionali degli agricoltori e dei pescatori.

Il maestro di Karate Mabuni Kenei definisce lo sport nei seguenti termini:
Il karatedou deriva dall’arte del combattimento a mani nude trasmessa segretamente da gran tempo nell’isola di Okinawa. Si tratta di una sottile arte dell’autodifesa che permette di vincere il nemico per mezzo delle più varie tecniche utilizzando diverse parti del corpo in modo razionale ed efficace, ad esempio in colpi di pugno e di mano, diretti o circolari, calci e anche proiezioni ed immobilizzazioni. Ma il vero karatedou non è una semplice arte del combattimento. Il suo primo obiettivo è forgiare il corpo e lo spirito. In effetti quest’arte è stata praticata e approfondita storicamente con lo scopo di giungere alla dignità di un saggio. Gli adepti di karatedou devono riflettere sul senso di queste due massime: “L’arte del pugno è quella di un saggio” (kunshi-no-ken) e “Il karate non comincia con un attacco” (karate-ni-sente-nashi). Essi non devono mai dimenticarle.

La pratica del karate si basa su tre pilastri fondamentali: kihon, kata e kumite.
Il kihon è l’insieme degli esercizi fondamentali, la ripetizione delle tecniche singole o concatenate l’una all’altra.
Il kata è un insieme di tecniche, concatenate in modo da costituire una sequenza che simula un combattimento. Letteralmente “kata” in giapponese significa “forma”, “stampo” e identifica un parte fondamentale dell’insegnamento di tutte le arti marziali giapponesi. I kata sono “i libri di testo” in cui è racchiuso tutto l’insegnamento tramandato da secoli di pratica. Sono una vera e propria miniera da cui il praticante, novizio od esperto, può attingere e scoprire continuamente nuove tecniche e nuove idee per migliorare la sua arte. Il kumite è il “combattimento”. Letteralmente la parola significa “incontro” (kumi) di “mani” (te) e va inteso proprio come un “incontro” anziché uno “scontro”, in cui ogni praticante sfrutta l’avversario per confrontarsi con i propri limiti e le proprie paure.

JUDO
L’idea di Jigoro Kano era quella di sviluppare un sistema educativo che attraverso delle tecniche di lotta potesse dar modo di crescere fisicamente e moralmente al maggior numero di persone. Inventò quindi il Judo, sulla base del ju-jitsu, dando però alla pura tecnica di lotta un significato più profondo: imparare a crescere insieme. 
Di fatto il judo è una lotta corpo a corpo basata su profondi principi educativi: attraverso lo scontro guidato imparo a conoscere meglio me stesso, a gestire le mie paure, a controllare i miei movimenti, a prendere coscienza della mia forza, a rispettare le regole e gli altri. Tale pratica si occupa principalmente di educazione fisica, ma anche di formazione della mente e dell’affettività: obiettivo è la formazione integrale dell’individuo. Il judo si struttura in quattro componenti: tecnica dell’attacco e della difesa, formazione fisica, preparazione al rispetto dell’altro e delle regole, coltivazione della mente e dell’animo.

Judo e Karate non possono dunque che ricevere il mio apprezzamento: si tratta di sport a 360 gradi, interessanti e sicuramente molto stimolanti, adatti ai bambini fin dalla giovane età. Una pratica sportiva diversa dal “solito” calcetto!