Cinema

L’Odissea del capitano Phillips

Giorgio Raulli
22 febbraio 2014

phillips1

Captain Phillips – Attacco in mare aperto narra la storia vera dell’arrembaggio della nave mercantile statunitense Maersk Alabama, avvenuto nell’aprile 2009 ad opera di quattro pirati somali, guidati da Muse (Barkhad Abdi), e la presa in ostaggio del capitano Richard Phillips (interpretato da Tom Hanks). Il Comandante ha in seguito scritto un’autobiografia relativa alla propria esperienza nel libro Il dovere di un capitano, da cui il regista inglese Paul Greengrass riesce a realizzare con un realismo credibile una pellicola che continua il suo lavoro di “cronista” iniziato con Bloody Sunday (film del 2002, dedicato ai dimostranti irlandesi uccisi dai soldati britannici durante una manifestazione per i diritti civili nel 1972) e proseguito con United 93, sul volo omonimo schiantatosi contro le Torri Gemelle.

Tom Hanks

Dopo una prima sequenza sottotono, necessaria tuttavia a introdurre alla storia, Captain Phillips – Attacco in mare aperto si carica di tensione e la mantiene fino all’ultimo, anche quando arriva il lieto fine, già noto a tutti prima che inizi la vicenda; il pregio forse più grande della pellicola è la mancanza di retorico patriottismo americano, aspetto che ci si aspetterebbe da una storia del genere: la milizia statunitense c’è ed è affidabile e potente come sempre non sia mai che qualcuno pensi che gli USA lascino nei guai anche solo un singolo americano. Ma Greengrass non si sofferma su questo tema, bensì  contrappone esplicitamente due realtà, due mentalità, due ipocrisie, due mondi, due uomini: il capitano Phillips, che dà voce ad un ricco occidente sicuro delle sue regole e dei suoi sistemi, e il pirata Muse, che incarna la disperazione del Terzo Mondo e la follia nata dalla povertà.

phillips3

Oltre alla tensione della trama, il film suscita quasi fastidio per il gramo quadro che presenta, rendendo il pubblico partecipe delle dinamiche tragiche che dimostrano la chiara falla dell’economia globale. I primissimi piani sul volto scavato dalla fame e dall’ansia del protagonista somalo dicono molto più di mille parole, mentre i primissimi piani di Tom Hanks rivelano il coraggio ma anche la paura di un uomo che sente gravare su di sé una responsabilità più grande di quella che vorrebbe. L’attore si conferma re della recitazione, soprattutto nelle scene finali – senza gli inutili fronzoli dell’eroismo e del lieto fine – in cui un Phillips scioccato e impietrito resta impresso nella mente dello spettatore.

Captain Phillips – Attacco in mare aperto è stato proiettato nei cinema italiani dal dal 31 ottobre 2013, è candidata a 6 Oscar, per l’attore non protagonista, per la sceneggiatura non originale, per il montaggio, per il sonoro, per il montaggio sonoro e come Miglior film.

Giorgio Raulli


Potrebbe interessarti anche