Leggere insieme

L’omino del blu

Marina Petruzio
3 maggio 2015

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L’omino del blu di Cristina Bellemo, con le illustrazioni di María Moya, è un altro bel modo di festeggiare il quindicesimo compleanno della casa editrice Zoolibri di Bologna, dove il regalo in questo caso lo fanno loro a noi.

Città sempre più inquinate, polverose di piccole particelle grigie che, come un velo, si sovrappongono a tutti gli altri colori, dove solo il calendario ricorda l’alternarsi delle stagioni perché quel grigio e il traffico non cambiano mai. Palazzi sempre più alti, di 153 piani, per ospitare tutti, quei tutti che camminano pensierosi, testa bassa e occhi fissi sempre meno spesso alle proprie scarpe e sempre più a tablet, cellulari, apparecchi elettronici di varia natura e necessità, nella testa conti e appuntamenti. Li chiamano uomini d’affari e donne in carriera e sono la nuova specie che popola il mondo. Mattoni e cemento infestano sempre più uno spazio naturale, sia esso verde di prati e campagne o blu e rosa di cieli all’alba o al tramonto. Spazi che si chiudono, prospettive mancanti in nome di comodità assortite.
Così sono tantissime città nel mondo, così è Torone che è vicino a Torino, ma è molto molto molto più grande: niente case, solo grattacieli; niente tempo da spendere, solo correre.
Un attimo dimenticarsi del blu del cielo, del l’azzurro delle giornate di vento, del rosa dell’alba e del rosso del tramonto. Di nubi viaggiatrici, montate a neve o soffiate dal vento.
Quando non si può usare il proprio tempo a piacere il naso è spesso rivolto all’ingiù e non all’insù.
Un lembo di cielo. Un fazzoletto.

È così che un giorno nella città di Torone emerge dalla metropolitana un omino.
Un ometto piccolo, calvo e panciuto nel suo panciotto a scacchi variopinto, un impeccabile vestito nero sul quale spicca una orologio, una cipolla d’oro che segna un altro tempo, scarpe di cuoio, cravatta rossa coi lustrini, occhiali tondi e dietro occhi che scrutano il cielo…è un omino proprio diverso dagli altri.
L’omino regge una valigia di cartone, qualcosa di incontenibile tenta di fuoriuscire, è un piccolo sgabello pieghevole: Vengano, signore e signori, vengano. È arrivato l’omino del blu. Vendo pezzi di cielo d’ogni genere e sfumatura, a buon prezzo, in liquidazione. Vengano, vengano, prego, signore e signori.

Quell’omino, l’omino del blu, dipingeva il cielo, fazzoletti di cielo, in tutte le sue sfumature, cieli per ogni stagione, cieli per ogni ora del giorno e della notte, cieli per tutti i gusti.
Una mamma di cinque bambini prese un cielo col venticello per far asciugare mutande, calzini e calzoni. E…per far volare gli aquiloni.
Perchè nessuno può vivere senza un pezzetto di cielo, senza un’immensità che tutto abbraccia ed unisce, senza un pò di blu che dà serenità… e dire che basterebbe così poco per accorgersi che sopra sopra un cielo c’è sempre. Basterebbe un bel ruzzolone per finire a gambe all’aria!!

Marina Petruzio

L’omino del blu
di Cristina Bellemo illustrato da María Moya
Collana: Gli illustrati
Ed.: Zoolibri
www.zoolibri.com
Euro: 15,00
Età di lettura: dai 5 anni


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