I nostri blog

Look da Festival

staff
22 febbraio 2011


Lasciamo fare ai bancari, i bancari. Ai gelatai, i gelatai. Ai ballerini, i ballerini. Ai cantanti, i cantanti.
Ovviamente il riferimento a quest’ultima categoria non è casuale.
Gianni Morandi l’abbiamo riesumato (anche se parlare di riesumazione in questo periodo è un po’ pericoloso, visto che le spoglie del caro vecchio Mike non sono state ancora ritrovate!), l’abbiamo voluto a tutti i costi, abbiamo deciso di affidargli la conduzione del Festival 2011.
Ma perché? E’ un uomo che ha fatto la storia della musica italiana, ha anche la sua età, malgrado i capelli rigorosamente tinti e quindi perfetti.
Non conosce le dinamiche televisive.
Sbagliava turni ogni due per tre, mettendo in difficoltà quelle poverine che, già agitate e provate fisicamente, dovevano anche cercare di sopperire alle mancanze di questo “vecchietto” che di simpatico aveva ben poco!
Al quel suo “Stiamo uniti!” preferivo di gran lunga la “Reclame” della Clerici.
Detto ciò direi di passare direttamente ad una veloce carrellata dei look sfoggiati in Rai.
Al dubbio amletico “Belen o Canalis” io rispondo: Belen, perché malgrado sia argentina (e quindi ci si aspetterebbero maggiori impicci con la lingua italiana) si è mostrata molto più spontanea, professionale e ironica della Canalis, arrivata sul palco SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per la tresca internazionale che la vede protagonista.
E poi, diciamocelo, alle sue battute non rideva nessuno! Parliamo di bellezza. E anche qui la Rodriguez vince, e di molto!
La prima mise di Belen. Un abito azzurro incantevole. Divino.
Lo stesso non si può, purtroppo dire quello rosso della Canalis, che pare essere affezionata a questa nuance, visto che ne ha indossato un altro dello stesso colore della stravagante stilista londinese Vivienne Westwood, che le arrivava all’altezza del ginocchio e non la slanciava molto.
Le stava molto meglio l’abito bianco di Pucci, abito bianco a cui probabilmente ambisce anche nella vita!
I look che ho apprezzato maggiormente sono stati quelli di Moschino sfoggiati da Belen. Tailleur con pantalone a
vita alta e bustino luccicante. Era perfetta, non una stonatura, non un difetto.
Anche l’acconciatura era adeguatissima: uno chignon “tiratissimo” che le metteva in luce i bellissimi lineamenti del volto, malgrado io sia convinta che una gonfiatina alle labbra lei l’abbia data!
Gli altri due abiti lunghi della stessa Maison erano molto eleganti e poi, da buona amante di fiocchi e fiocchettini, non potevo non apprezzare quelli sfoggiati sulle parti posteriori degli abiti!
Le uniche mise di Belen che mi hanno lasciata un po’ interdetta sono state quelle dello stilista Fausto Puglisi.
La giovane argentina sembrava una via di mezzo da Nefertiti e Diana, dea della caccia.
Ho apprezzato, solo di uno, la scelta del colore, la scelta di quel giallo che tanto andrà di moda nella prossima primavera-estate.
Il look era completato da una coda alta, che la slanciava notevolmente, benché non ce ne fosse bisogno, essendo lei visibilmente più alta di Elisabetta.
E visto che raramente ho parole carine per il KARO KARL Lagerfeld, devo qui ammettere che gli abiti disegnati da lui per Fendi, e indossati dalla Rodriguez, mi sono piaciuti molto, e mi costa fatica ammetterlo!
Per quanto riguarda le concorrenti vorrei dire brevemente delle cose: Nathalie con quel trucco e quei capelli sembrava la bambina vestita di bianco che esce dalla tv in “The Ring”!
Ci fanno, infatti, orrore quegli insopportabili anfibi che abbina ovunque e che la regia continuava anche ad inquadrare!
La peggio vestita: una delle giovani proposte che tra bacini e bacetti a tutti, Morandi compreso, oltre al suo accento napoletano, ha sfoggiato un look improponibile da casalinga dark ultra cinquantenne.
Anna Tatangelo, l’hanno criticata, la criticano da sempre per aver fatto l’amante e per essere, presumibilmente raccomandata. Ma quest’anno a Sanremo l’ho ritrovata estremamente glam con i completi firmati Navarra, stilista che ha curato anche i look del videoclip ideato da Tommasini. Camicia bianca e pantalone nero, abito lungo.
Anche trucco e parrucco erano adeguati allo stile degli abiti, era tutto estremamente curato e, “Bastardo” a parte, mi è piaciuto il suo stile!
Anna Oxa sembra non invecchiare mai. Fonti attendibili dicono si iberni alla fine di ogni Saremo. Più che per le canzoni, ultimamente si è distinta per i suoi look, molto curati ma anche eccentrici. Quest’anno si è avvalsa dell’aiuto di Giovanni Cavagna, sfoggiando quel completo total blue, che non mi è dispiaciuto!
Non mi pare il caso di esprimere qui giudizi sulla Kermesse musicale ma ogni conduttore ha il Festival che si merita!

St.efania