Musica

Lorin Varencove Maazel: l’uomo straordinario

Elsa Galasio
18 agosto 2014

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Violinista, compositore, direttore d’orchestra. Commendatore dell’ordine del Leone di Finlandia, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore francese, Croce al merito di prima classe dell’Ordine al Merito di Germania, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Ambasciatore di buona Volontà ONU. E ancora 10 Grand Prix du Disque Awards, più di 300 incisioni, 5 lingue parlate, laureato in matematica e filosofia.

Certo è difficile concepire come tante qualità e riconoscimenti siano concentrati in un solo uomo. Quando questo accade, si parla di “straordinarietà”, di genio, di fenomeno unico. Ed è proprio per questo motivo che quando è venuto a mancare Lorin Maazel, si è avuta l’immediata sensazione di una mancanza definitiva e di un vuoto artistico difficile da colmare.

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Lo sanno bene tutti gli artisti che hanno suonato e cantato sotto la sua direzione e che lo ricordano con grande ammirazione e profondo rispetto. “Una perdita enorme nell’ambito della grande interpretazione musicale. Impareggiabile il suo Rosenkavalier di Strauss”, raccontano i professori d’orchestra del Teatro alla Scala, dove Maazel ha diretto innumerevoli opere e concerti.

Uomo aristocratico e amante della bella vita, Maazel nacque in Francia nel 1930 da genitori americani di origine russa e religione ebraica. A soli sei anni suonava il violino in modo magistrale e a sette anni il suo genio già si rivelava nella direzione d’orchestra attirando l’attenzione del grande Arturo Toscanini che, vedendolo condurre con disinvoltura la NBC Symphony Orchestra a soli 11 anni, esclamo con entusiasmo: “God bless you!”.

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Il suo percorso artistico è costellato di successi e riconoscimenti, il suo lavoro e la sua continua ricerca nella musica lo portarono ad una conoscenza totale di ogni risvolto compositivo e stilistico. Non tardò a cimentarsi nella produzione di opere quali 1984, composta nel 2005 e rappresentata per la prima volta a Londra, che si ispirava all’omonimo romanzo di Orwell incentrato sull’oppressione politica e sociale.

Nel 1960 è il più giovane direttore d’orchestra a esibirsi nel tempio wagneriano di Beyruth con Löhengrin, Das Rheingold, Die Walküre e Sigfrido. Da quel momento diventa uno dei più celebri e richiesti direttori d’orchestra del mondo; il suo percorso artistico lo porta a capo del Deutsche Oper Berlin, dell’Orchestra della Radio di Berlino, diventa direttore musicale della Cleveland Orchestra, dell’Orchestre National de Paris e sovrintendente della Wiener Staatsoper.

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Nel 2002 succede a Kurt Masur nel ruolo di direttore musicale della New York Philarmonic e conduce sette edizioni del celebre Concerto di Capodanno. Gli ultimi impegni di Maazel risalgono alla conduzione della Fanciulla del West in Virginia e di Otello a Castleton. Al momento della sua scomparsa, il 13 luglio, era nella sua casa in Virginia dove preparava il Festival di Castleton che aveva fondato lui stesso nel 2009 insieme alla sua seconda moglie, l’attrice tedesca Dietlinde Turban.

Il gesto elegante ed estremamente chiaro di Lorin Maazel fu in grado di portarlo a dirigere le orchestre di tutto il mondo. La sua conoscenza e il suo genio musicale diedero alla perfezione tecnica quella magia che fa di una semplice esecuzione un’esperienza indimenticabile ed irripetibile.

Elsa Galasio


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