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Louis Vuitton gioca in casa, anche a Rio

Martina D'Amelio
29 maggio 2016

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La passerella del Mac di Niteroi si anima con la sfilata della collezione Cruise di Louis Vuitton: a discapito del tappeto rosso del museo d’arte contemporanea, a scendere in campo è una donna francese nel gusto ma dall’animo sportivo, vestita ad arte e pronta per le prossime Olimpiadi.

Che la location fosse spettacolare, lo sapevamo già. La struttura progettata da Oscar Niemeyer, con Il suo lunghissimo e sinuoso ingresso a picco sul mare, ha visto sfilare – ma forse sarebbe meglio dire correre – uno stuolo di modelle sprint (e senza tacchi). A partire dall’argentina Mica Arganaraz, che ha aperto il defilé con un abito color-blocking in tessuto scuba asimmetrico abbinato a sneakers-infradito che, inutile dirlo, si prefigurano già come prossimo must-have.

 

Il primo accenno carioca di una collezione 2017 giocata interamente su tagli, sovrapposizioni, geometrie e colori ad onor dell’architetto brasiliano, ma non solo. Tessuti diving che ricordano le tute dei surfisti con tanto di cerniere, dettagli racing a reinterpretare i classici Damier e Monogram, pants da motociclista, cappe-paracadute in tessuto tecnico da portare sugli abiti e ispirate alle opere del brasiliano Helio Oiticica si fondono con la biker inspiration firmata Nicolas Ghesquière approdata direttamente da Parigi, fatta di bomber, gilet e camicie in pelle, decori di borchie, dettagli cut-out e accenti in suede, marchiati dalla data 1854 che compare spesso e volentieri, a indicare l’inarrestabile corsa della Maison dall’anno di fondazione in poi.

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Mentre dall’altra parte del mondo si disputa la finale di Champions League tra Real e Atletico, sulla passerella calciatori stilizzati prendono vita sul tulle che impreziosisce micro abiti e top muniti di rouches brazilian style e sulla It bag Twist, ispirati all’artista nativo Aldemir Martins e alla sua opera, “A Fera”, dedicata al grande Pelè e ammirata dallo stilista francese in una mostra al Sao Paulo Museum of Art.

 

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Surf, paracadutismo, moto racing, persino il futbol si fondono quindi sull’insolito catwalk di Niteroi: e non è un caso, questo, in vista delle prossime Olimpiadi che si terranno a Rio de Janeiro in agosto. Non sono mancate le eccezioni – micro gonne di paillettes, sciarpine scintillanti intorno al collo e una reinterpretazione del tradizionale baule in veste di radio boomboxa confermare l’unica regola del fashion system, quella che per stupire davvero non è necessario solo il tempo e il luogo. La conferma arriva anche dal parterre di vip, dove nonostante la minaccia del virus Zika coesistono Zendaya e Catherine Deneuve, Alicia Vikander e Jaden Smith, Alessandra Ambrosio e Isabeli Fontana.

 

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Guesquière stupisce ancora una volta con una donna atletica al passo con le tendenze, parigina nell’animo ma cittadina del mondo, esattamente come lui: “Per me, la domanda più importante a cui rispondere è stata quella di come incorporare nella mia collezione tutti gli elementi cardine della cultura brasiliana senza dimenticare che sono solo un visitatore che porta in questo luogo e momento tutto il proprio bagaglio francese”. E noi pensiamo proprio che la risposta sia stata esaustiva.


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