Letteratura

Luca Mercalli espone il suo “piano B” per la sopravvivenza ecologica. E voi, siete preparati?

staff
5 febbraio 2012


Nel maggio 2011 Chiarelettere ha pubblicato un piccolo saggio, di svelta lettura e impatto immediato, che a mesi dall’uscita in libreria non smette di far parlare di sé.
L’autore è Luca Mercalli: metereologo, divulgatore scientifico e ospite fisso a “Che tempo che fa”; uno studioso preparato che sa bene come rivolgersi ai profani della climatologia. Non lo fa certo per svago, è la situazione mondiale stessa che lo richiede. Come molti sanno, la crisi petrolifera si avvicina – dovrebbe toccare l’apice entro il 2050, forse già tra un paio di decenni. Dalla metà del XX secolo, le trasformazioni tecnologiche, politiche, economiche e sociali si sono svolte con un’accelerazione senza precedenti. L’utilizzo sempre più massiccio dei combustibili fossili ha fatto precipitare i Paesi del mondo in una spirale di dipendenza dal petrolio i cui effetti negativi si fanno sentire non solo in ambito ecologico. Il veleno dell’oro nero ha corroso non solo l’ambiente naturale e i già precari equilibri planetari, ma anche le economie mondiali, creando così enormi ricchezze – estremamente concentrate – opposte a spaventose sacche di povertà.
Scompensi ecologici, sociali, politici che conosciamo bene, ma non abbastanza. Altrimenti saremmo dei cinici, oppure molto più preoccupati. Non parliamo infatti di un collasso previsto per un futuro remoto: i primi segni di cedimento si stanno già verificando, a partire dalla crisi economica e finanziaria, all’aumento dei prezzi dell’energia, alle conseguenti tensioni e conflitti tra nazioni .
Nel punto-elenco che sintetizza le previsioni di Mercalli, i passi immediatamente successivi sarebbero un grosso aumento dell’instabilità sociale, degli esodi di massa e un sensibile abbassamento della qualità della vita.
E allora – ci chiediamo tutti – che fare? Mercalli non delinea soluzioni che risolveranno magicamente la crisi petrolifera, e anzi distrugge senza scrupoli le illusioni riguardo le principali panacee sventolate dai media. Quello che il ricercatore propone è un metodo di meno costosa attuazione, capace di una diffusione capillare e immediata. Si tratta di operare subito una rivoluzione culturale.
Una nuova sensibilità sociale che corregga i costumi indicando nuove mete, stigmatizzi i miraggi irrazionali, le vanità deleterie del consumismo, le patologie di quel capitalismo sfrenato in cui siamo invischiati. Sostenere l’utilitaria al posto del SUV, ad esempio, oppure considerare cool i pannelli solari e dotarsi di un trendyssimo orto dietro casa, meglio ancora se dotato di cisterna per l’acqua piovana. Prepararsi un “piano B” rispetto a una vita con la palla al piede dei combustibili fossili.
Non si fa catastrofismo gratuito, ma opera doverosa per il bene comune, un animato richiamo all’impegno. Come detto da Rigoni Stern, citato dallo stesso Mercalli, “è il senso del limite che ci fa prendere contatto con la realtà”.

 

Maria Stella Gariboldi


“Prepariamoci”, di Luca Mercalli, Chiarelettere, pp. 224.


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