Arte

Lucio Fontana: gli Ambienti a Milano

Elisa Monetti
30 settembre 2017

Arriva a Milano la mostra su uno degli artisti più chiacchierati e amati del secolo scorso: Lucio Fontana.

Pirelli Hangar Bicocca accoglierà infatti, fino al 25 febbraio, Lucio Fontana Ambienti/Environments, un’esposizione senza precedenti di alcuni degli esperimenti spaziali più arditi dell’artista.

Nato scultore e riscopertosi molto di più, Fontana è senza dubbio uno degli artisti più innovatori del XX secolo: padre delle teorie dello Spazialismo, è stato capace di rivedere completamente i comuni modi di pensare l’arte; uomo d’infinita creatività, il cui genio l’ha accompagnato fino alla morte.

Un artista illuminato, che ha vissuto l’arte come palestra di pensiero ed esercizio di idee, che ha passato la vita a meditare i temi di materia, spazio, luce e vuoto e l’ha fatto armandosi di materiali innovativi, punti di vista mai prima di allora contemplati.

È proprio questo genio – l’uomo che, abbandonato il pennello, ha affrontato la tela con taglierini e cacciavite – che abiterà gli spazi della navata di Pirelli Hangar Bicocca con una mostra che ci porta a riattraversare, fisicamente, due interventi ambientali e nove ambienti, riuniti per la prima volta dalla morte dell’artista.

Cruciale è stato l’impatto della ricerca documentale e archivistica che, grazie ad approfonditi studi, permetterà al visitatore di attraversare gli ambienti nelle esatte dimensioni e materiali con cui erano stati concepiti originariamente.

L’esperienza che si apre con la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano del 1951: un arabesco fluorescente su cielo “blu Giotto” che, gioviale nei suoi oltre 100 metri di curve e anse, accoglie il visitatore non appena dischiuse le tende d’ingresso all’esposizione.

Segue una perfetta ricostruzione dell’Ambiente spaziale a luce nera, il primo esperimento ambientale di Fontana che riporta il visitatore tra le forme fluorescenti sospese in una luce nera della Galleria del Naviglio di Milano nel 1948.

È il 1964 e l’artista realizza due spazi che, all’interno della XIII edizione della Triennale di Milano, trattano il tema dell’Utopia, creando distorsioni dello spazio con morbidi pavimenti sinuosi e instabili pareti ondulate.

Pochi passi e si arriva al 1966, ad uno spazio nuovamente scuro che sbeffeggia il visitatore costringendolo a tunnel stretti e bui e spazi disorientanti che rendono precario l’equilibrio.

I tre ambienti successivi, del 1967, rappresentano un’ulteriore tappa in cui l’artista ritrova la passione per le sinuose e fluorescenti forme sospese, nell’oscurità o in piena luce rosa, e sperimenta una nuova deformazione dello spazio con cui controllare e forzare i movimenti dello spettatore: il labirinto.

Ancora pochi metri e siamo invitati ad entrare nello spazio progettato nel 1967 per una mostra collettiva di artisti emergenti a Palazzo Trinci, un’occasione di convivenza di geni e idee che Fontana declina in uno spazio, nuovamente scuro, dalla forte instabilità percettiva.

L’ultimo ambiente presente in mostra è quello creato per Documenta Kassel 4 nel 1968, in cui torna un labirinto, del più infinito bianco, dominato nel suo cuore da un lungo taglio che, nel silenzio più assoluto, parla d’infinito.

A concludere il percorso un altro intervento ambientale dell’artista che nel 1961, colpito dalle recenti esplorazioni spaziali, va a creare un cielo di neon che avvolge il visitatore in un clima di luminosissima sospensione.

Un viaggio nel tempo, nello spazio e nello Spazialismo, assolutamente imperdibile!

 

Lucio Fontana Ambienti/Environments
21 settembre 2017 – 25 febbraio 2018
Pirelli Hangar Bicocca
via Chiese 2, 20126 – Milano
Orari: giovedì-domenica 10-22


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