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Luini vs Spontini: lo street food che ha conquistato Milano

Giulia Ruggeri
7 marzo 2014

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Una curiosa sfida culinaria si sta combattendo ai piedi della nostra amata Madonnina.
I protagonisti sono i re del carboidrato milanese per eccellenza, Luini, celebre per il suo fragrante panzerotto e la Pizzeria Spontini, conosciuta per la sua pizza alta e filante.
Tutto avviene nei pressi di via Santa Radegonda, storica sede del forno di Luini, e Via San Raffaele dove lo scorso 10 febbraio Spontini ha inaugurato un nuovo store, con una formula tutta nuova: niente tavoli e coperti, ma solo tranci di pizza da asporto, serviti già tagliati e fumanti.

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Luini nasce nel lontano 1949, quando Giuseppina Luini approda nella capitale lombarda dalla Puglia, patria per l’appunto del panzerotto. Con lei porta la ricetta segreta ancora oggi, tramandatale dal nonno – alcuni dicono che sia a base di olio di palma e miele, ma nessun ingrediente è mai stato rivelato.

Animata dalla passione culinaria, rileva il forno di via Santa Radegonda 16, da lì il successo: inizialmente si dedica principalmente alla panificazione, ma mantenendo sempre un occhio di riguardo verso i prodotti tipici della sua regione; oggi il suo panzerotto è conosciuto in tutta Italia, un must per i milanesi che con gli anni hanno imparato ad amarlo e una tappa fissa per tutti i turisti in giro per la città.

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La Pizzeria Spontini ha una storia un pochino più recente, ma altrettanto entusiasmante: nasce nel 1953, durante gli anni del boom economico del dopo guerra, la prima storica sede è nell’omonima traversa di corso Buenos Aires e ad oggi conta sei locali in diverse zone di Milano.

La parola chiave sembra essere solo una: semplicità. Arrivi in negozio, compri quello che desideri e puoi liberamente mangiarlo per strada, in metropolitana o a casa. Molti pensavano che la tradizione della nostra cucina, fatta di piatti elaborati e del rito del pasto a tavola, avrebbe impedito al nuovo fenomeno dello street food di dilagare. Ma così non è accaduto: in una città come Milano, dove spesso il tempo è denaro, Luini e Spontini offrono una buona soluzione per chi desidera mangiare qualcosa di buono, a buon prezzo e nel modo che desidera.

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La ricetta del panzerotto è segreta ed inimitabile, meta di pellegrinaggio per molti, le lunghe code che spesso si vedono fuori dal negozio dimostrano che è diventato qualcosa di cui non si può più fare a meno. Il locale è molto piccolo, si può solo consumare take-away, l’originale e più venduto è semplicissimo, pomodoro e mozzarella, ma ce ne sono moltissime varianti, fritto e tradizionale o al forno ed heatlhy per quelli attenti alla linea. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

A pochi passi, Spontini offre una pizza leggermente diversa da quella normalmente servita nella comuni pizzerie, alta e cotta in teglia è disponibile in una sola e semplice perfetta variante: pomodoro, mozzarella e acciughe. Le pizzerie Spontini sono perennemente affollate e ora il nuovo store in Duomo sta riscuotendo altrettanto successo.

I malpensanti hanno visto come un tentativo di concorrenza la scelta di aprire la nuova pizzeria solo take-away a pochi passi dal forno di Luini, i più golosi invece stanno gioendo per questo nuovo delizioso angolo della città in cui possono trovare entrambe le cose.

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Il titolare di Spontini, Massimo Innocenti, ha subito smentito qualsiasi tentativo di concorrenza, affermando: Nessun derby, abbiamo scelto quella via perché sta diventando un luogo di passaggio fenomenale, basti vedere le aperture più recenti, da Mc Donald a Mama’s Burger. Tutti i ristoratori amano quella zona, perché è affollatissima. Per noi più che di concorrenza si tratta di sinergia: riunirci nello stesso posto è fare quello che gli americani chiamano “food court”, l’agglomerato del cibo”. Dichiarazioni simili arrivano anche dalla direzione di Luini: “Abbiamo guardato con curiosità all’apertura di Spontini, così come guardiamo sempre con curiosità alle nuove realtà che si inseriscono nel centro storico. E siamo convinti che in tutti i campi, anche in quello del cibo, l’eccellenza italiana sia fatta dai “distretti produttivi”, che fanno da volano nell’attirare i clienti. La nostra zona sta diventando sempre più un distretto del food milanese, di cui ci sentiamo pionieri visto che stiamo lì da oltre cento anni”. Inoltre non denunciano nessun impatto negativo sulle vendite.

Il concetto di food court, ben noto soprattutto negli Stati Uniti, sta quindi sbarcando anche in Italia, partendo da Milano che si dimostra ancora una volta all’avanguardia nel seguire le tendenze oltreoceano. Nessuna concorrenza dichiarata, solo la volontà di raggruppare in un’unica zona, ben conosciuta, offerte di prodotti diversi così da soddisfare i gusti di tutti i consumatori.

La Milano da bere sta facendo posto alla Milano da mangiare. Ora la difficoltà per chi passeggia per il cuore della città sta in quale prelibatezza scegliere, ma possiamo chiamarlo un problema?

Giulia Ruggeri


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