Arte

L’Universo Fiore Agrà

Marcello Francolini
24 maggio 2014

A. Fiore,  Dinamismo+aeropittura+cosmopittura, 2008

Certo lo smarrirsi è piacevole e atroce.

Questo è l’ultimo messaggio lanciato fuori tempo e spazio nell’estremo tentativo pedagogico-narrativo di F.T. Marinetti, dal titolo Venezianella e Studentaccio.
Da qui bisogna connettersi e ripartire se di futurismo vogliamo parlare. Un futurismo come un passare al bosco, un perdersi per ritrovarsi, un mantenersi divenendo ciò che si è! Salire! Salire pure. Non in senso estatico, lanciandosi a mezz’aria, piuttosto come un saltare prendendo lo slancio sempre da terra. P-T-U-M-F!
Ed eccomi qui a Segni, nello studio-casa di Antonio Fiore Ufagrà, ad ammirare i suoi slanci futuristi. Ovunque tele che sfidano il bianco della parete nell’occupazione di tutto lo spazio disponibile. Un verdeggiare, un bluettare, un rossare, un aranciare di vegetazione romboante di “foreste cosmiche” da cui acute schegge saltano-salgono irrompendo in un universo cromogeometrico. Come ben analizzato da Giorgio di Genova (critico d’arte-confidente-amico di Ufagrà):

le bande che attraversano al centro i dipinti sono la simbolica concretizzazione pittografica dello spiritualismo di Fiore (…). È sulla scorta di tale traslato ottico cromatico che il simbolico elemento della fascia si è potuto fisionomizzare come Axis mundi. Si tratta di scie lasciate dall’immaginario e immaginato veicolo spaziale su cui da anni Fiore va perlustrando il cosmo.

A. Fiore, Battaglia cosmica, 2005

Questo andare verso l’alto è reso metaforicamente in un visionarismo cosmico. Come coerente e naturale progressione, il futurismo di Fiore si ancora all’ultimo discorso dell’Aeropittura per salire ancora, saltare nella Cosmopittura. Ma non credo che sia soltanto una questione di record, di sport, di agonismo, anche se per ora restiamo ancorati alla porzione d’universo prossima alla Terra; forse in questi termini il futuro del Futurismo sarà la conquista visiva, tattile di Keplero.
Credo piuttosto nella Spiritualità come obiettivo ultimo segnato da Marinetti, questa stessa che Fiore ricerca e trova nell’ultimo spazio immaginativo sgombro dal controllo della matematizzazione della logica che governa l’attuale sentire del mondo: l’immaginazionale Cosmo. Non è forse vero che Marinetti si è sempre preoccupato di lasciare spazio allo spirito nel nuovo mondo artifical-naturale che stava ricostruendo?

La rivoluzione futurista che porterà gli artisti al potere non promette paradisi terrestri. Non potrà certo sopprimere il tormento umano che è la forza ascensionale della razza. Gli artisti instancabili aeratori di questo travaglio febbrile riusciranno ad attenurare il dolore. Essi risolveranno il problema del benessere, come soltanto può essere risolto, cioè spiritualmente.

A. Fiore, Fuori dal tunnel,  2002

Così è scritto in Al di là del comunismo. Qualche mese dopo nasceva il Tattilismo: un’arte farmaco-sociale che avrebbe dovuto lenire il malessere dell’epoca e migliorare  i rapporti tra gli uomini. É su questa linea genetica che procede l’evoluzione futurista proposta da Antonio Fiore, divenuto Ufagrà in seguito all’incontro di Monachesi che aveva delineato una nuova linea di ricerca, antigravitazionale. In questa fase Fiore mescola concetti e colori che si autodeterminano in “quadri messaggio”, ma ben presto la sua ricerca diviene più corporale, più interna, un mondo liberato dalla possibilità di descriverlo linguisticamente diviene un universo da riscoprire e ricostruire attraverso sensazioni-colore che imitano e sintetizzano i comportamenti umani. Tra l’a-gravitazionale di Monachesi e la cosmopittura FIORfuturista c’è stato il grande merito di Enzo Benedetto, che con la Dichiarazione di Futurismo Oggi, pubblicata a Roma nel ’67, è stato determinante nell’aver rilevato il valore di entusiastico approccio neo-umanista al reale e confermato l’assunzione di un codice etico propriamente futurista. Dunque, sottoscrivendo tale dichiarazione, Fiore ha incanalato il proprio segno all’interno di un progetto ideologico. Tale indagine si lega in modo sincero alla via spirituale del Futurismo e forse è una traccia possibile per tutti i futuristi del XXI secolo.

Quest’articolo segue l’incontro diretto con il Maestro Ufagrà nel suo studio per una visita-conversazione. Il Video è visionabile seguendo il link:

Per una visione complessiva del lavoro e della biografia dell’artista: www.antoniofiore.it
Concetto di Urbanesimo di Marcello Francolini: www.luukmagazine.com/introduzione-allurban-esimo

Marcello Francolini


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