Fotografia

L’universo surrealista di Lachapelle in prima mondiale a Venezia

Valentina Garola
12 aprile 2017

Nativity, 2012 © David LaChapelle

“Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni”.
David Lachapelle, classe 1963, uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei, famoso a livello internazionale per il suo talento nel combinare un’estetica iperrealistica con profondi messaggi, definito dalla critica “il Fellini della Fotografia” e pupillo di Andy Warhol che gli offrì il suo primo incarico fotografico professionale, spiega così il suo modus operandi.

Land Scape: Kings Dominion, 2013 © David LaChapelle

Fino al 10 Settembre 2017 la Casa dei Tre Oci a Venezia ospita Lost and Found, la prima personale di questo geniale fotografo statunitense, curata da Reiner Opoku e Denis Curti, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, oltre che accompagnata dal catalogo edito da Marsilio.
Il percorso espositivo si articola in 100 immagini di cui 18 inedite che ripercorrono, dai primi progetti in bianco e nero degli anni Novanta fino ai lavori di oggi a colori, la carriera di Lachapelle facendo entrare lo spettatore nel suo universo surreale, barocco e pop.
La mostra inizia negli anni Novanta con il primo lavoro offertogli dal maestro Andy Warhol per la rivista Interview ed è proprio in questo periodo che LaChapelle riflette sulle possibilità comunicative e divulgative dell’editoriale così tanto legate alla Pop Art. Come spiega Denis Curti, curatore della mostra, “dalle viscere più profonde del complesso sistema della comunicazione, dell’advertising e dello star system LaChapelle inizia a considerare l’”icona” il seme vero di uno stile che si fa ricerca e contenuto; nella Pop Art, trova l’ispirazione per riflettere sull’infinita riproducibilità dell’immagine; nel fashion e nel merchandising l’eccesso di realismo e mercificazione che, appunto, si converte in sogno”.

Aristocracy Two, 2014, © David LaChapelle

I suoi scatti quindi vogliono essere un’aperta denuncia delle ossessioni dell’uomo contemporaneo, del rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con la sfrenata esigenza di apparire. I suoi soggetti, avvolti da colori elettrici e superfici laccate, sono le celebrità – da Michael Jackson a Hillary Clinton, da Muhammad Ali a Jeff Koons, da Madonna a Uma Thurman, da Andy Warhol a David Bowie – le cui immagini sono utilizzate come merce prodotta in serie.
Il viaggio a Roma del 2006 rappresenta un punto di svolta nella ricerca lachapelliana: in visita alla Cappella Sistina l’artista rimane folgorato dai capolavori di Michelangelo e decide quindi di avvicinarsi alla monumentalità e alla grandiosità del Rinascimento italiano. Il Diluvio universale di Michelangelo gli suggerì la creazione di The Deluge, in cui i rimandi al capolavoro michelangiolesco si combinano perfettamente ai marchi della società consumistica e alla bellezza ostentata dei corpi nudi. Si prosegue con After the Deluge e Awakned, in cui le persone sono immerse in acqua in uno stato embrionale in una sorta di resurrezione dopo il diluvio.

The First Supper, 2017 © David LaChapelle

Dal 2006 si concentra sulle serie fotografiche Earth Laughs in Flowers, Still Life, Gas Station and Land Scape, e ciascuna di esse, seppur nata autonomamente, si lega all’altra con una evidente coerenza, in un sottile equilibrio tra sacro e sacrilego, alternando soggetti differenti sul tema condiviso della Vanitas.
New World, la serie inedita in mostra, è il lavoro a cui l’artista si è dedicato negli ultimi quattro anni e segna il ritorno di LaChapelle alla figura umana. 18 fotografie che ruotano attorno a temi come il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell’anima, con fonti d’ispirazione come  Odilon RedonWilliam BlakeMichelangelo e Michael Jackson, fino alla musica di Pharrell Williams con la sua canzone Happy. Lachapelle desidera qui riflettere su questioni metafisiche, come il viaggio dell’anima dopo la morte, la gioia e le rappresentazioni del paradiso.

 

David Lachapelle – Lost and Found
11 Aprile – 10 Settembre 2017
Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle, 43 30133 Giudecca – Venezia
Orari: tutti i giorni 10 – 19; chiuso martedì


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