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Il lusso della semplicità: il primo ristorante di Alessandro Borghese arriva a Milano

Virginia Francesca Grassi
11 ottobre 2017

Voglio far assaggiare ai milanesi la cacio e pepe migliore della città”, parola di Alessandro Borghese.

Lo chef star della tv si prepara a conquistare Milano, inaugurando a brevissimo il suo primo ristorante. La notizia era nell’aria già da tempo, ma ora è ufficiale: Il lusso della semplicità aprirà i battenti nel cuore di City Life e più precisamente al civico 3 di viale Belisario, in un edificio firmato da Gio Ponti.

Cucinare è un atto d’amore, voglio trasmettere un’emozione, voglio compiacere chi viene a trovarmi, voglio far felice i miei ospiti”, ha raccontato lo chef-conduttore di “Quattro ristoranti”.

Un ambiente intimo e raffinato – con 50 coperti e cucina a vista –, ma allo stesso tempo non troppo formale e con una vocazione alla semplicità sin dal nome, senza dimenticare il plus di un conto abbordabile e non eccessivamente esoso: questi gli ingredienti chiave della nuova cucina di Alessandro.

Per ovvi motivi – ha raccontato lo chef, cosmopolita per nascita ma romano d’adozione – farò una cucina partenopea laziale, che però guarda anche all’estero”. Per poi continuare: “A cena si mangerà alla carta con circa settanta euro a persona. Mi sembra un prezzo giusto per Milano e per questa zona“.

Non solo ristorante: l’edificio di City Life è stato pensato come un vero e proprio spazio polifunzionale, che ospiterà l’intero quartier generale di AB Normal – Eatertainment Company, la società di Borghese che si occupa di Ristorazione e Entertainment. Ci saranno infatti anche un vivace Cocktail Bar, uno sfizioso Bistrot e gli uffici dell’azienda, oltre ad una sala multitasking in cui saranno adibite coking class per adulti e bambini, cene private e sessioni di team building culinari per Business in the Kitchen.

Insomma, un successo annunciato per quello che siamo sicuri diventerà il nuovo indirizzo cult sulla scena culinaria milanese.

Del resto, quello per la città pare essere amore vero – e reciproco, a giudicare dalla fortuna del temporary restaurant inaugurato dallo chef nel 2015 per le riprese di “Kitchen Sound”. “È frizzante, sempre in fermento. È concreta come me, è l’unico posto dove posso lavorare in Italia. Ha solo un difetto: manca il mare. Ma è solo un dettaglio“.


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