Lifestyle

Lvmh e Kering dicono no alle modelle troppo magre: sarà una rivoluzione?

Virginia Francesca Grassi
7 settembre 2017

Il corpo delle donne ieri come oggi rimane un tema caldo, caldissimo, anche e soprattutto nel mondo della moda. I paradossali diktact che il fashion system impone sono da sempre oggetto di polemica. Basti pensare a quanto scalpore fa oggi un po’ di cellulite – la democratica cellulite – quando appare sulle pagine più patinate.

Insomma, girovita e girotette accendono gli animi mai come ora ed è anche per questo che le grandi firme corrono ai ripari. Da un lato con la promozione di stili di vita sempre più healthy – a partire dall’impegno in progetti sostenibili ed ecofriendly –, dall’altro grazie allo sdoganamento di canoni estetici più inclusivi. Moda curvy compresa.

In questo senso si sono scomodati anche due colossi come Kering e Lvmh, che – anche sulla scia delle recenti leggi varate in Francia – hanno siglato ieri una carta di impegno che coinvolgerà worldwide tutti i marchi in scuderia ai due gruppi già a partire dalle prossime fashion week. Parliamo di griffe che vanno da Dior a Louis Vuitton, da Bottega Veneta a Gucci, solo per citarne alcune.

Il protocollo mira a tutelare la salute di modelle (e modelli), stabilendo nuove norme di impiego: innanzitutto l’obbligo di presentare un certificato medico valido 6 mesi che attesti la salute di ognuno e l’idoneità al lavoro, ma anche il vincolo di vestire almeno una 38 per le donne e una 48 per gli uomini; chi è tra i tra i 16 e i 18 anni non potrà poi più lavorare tra le 22 di sera e le 6 del mattino, mentre i minori di 16 anni dovranno essere sempre accompagnati da un adulto. I marchi, infine, saranno tenuti a mettere a loro disposizione uno psicologo/terapeuta durante l’orario di lavoro.

“Rispettare la dignità di tutte le donne è sempre stato un impegno personale per me e una priorità per Kering in quanto Gruppo. Con la creazione della carta e il nostro impegno a rispettarne i principi, manifestiamo ancora una volta l’importanza di questo fondamentale valore in modo molto concreto. Ci auguriamo di ispirare l’intero settore a fare altrettanto”, ha dichiarato François-Henri Pinault, presidente e CEO di Kering.

Un passo avanti che – seppur con i suoi evidenti limiti – parla di integrità, responsabilità e rispetto.


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