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M come Moda e Motori!

staff
25 marzo 2011


Uscendo con gli amici capita spesso di ritrovarsi a parlare delle proprie passioni e, qualche giorno fa, tra una risata e l’altra, c’era chi parlava di Macchine (lo scrivo con la maiuscola per compiacerli) e chi (ovviamente io) di MODA (tutto in maiuscolo per sancirne l’indiscussa superiorità!!!).
Partendo dal presupposto che secondo gli uomini, noi donne non abbiamo l’encefalo predisposto a trattare argomenti di meccanica, loro, per renderci più colte, si sentono in dovere di spiegarci come funziona un cambio, un motore, la frizione, ci parlano del convertitore di coppia e delle macchine a trazione posteriore (vedi BMW, mi è parso di capire!). Noi donne, estremamente interessate all’argomento e ansiose effettivamente di capire quale sia la DIFFERENZA SOSTANZIALE tra un cambio automatico e un cambio robotizzato, ci chiediamo come mai degli uomini che sanno riconoscere se una macchina è bella o no, non possano fare la stessa cosa per distinguere un bell’abito da un altro più scadente! PER LORO, e questo è un mistero che non sono ancora riuscita a svelare, I VESTITI SONO TUTTI UGUALI.
Ora, non ho alcuna intenzione di generalizzare: esistono uomini competenti sull’argomento MODA ma io, l’altra sera stavo colloquiando con i tipici ragazzi che comprano un pantalone, ne osservano la comodità e la settimana dopo tornano nello stesso negozio per acquistarne altre sei uguali, ma di colori diversi!
Ad un certo punto gli uomini in questione hanno ammesso di essersi ritrovati per caso a guardare programmi di moda e hanno esposto le loro teorie sull’argomento.
Secondo loro andrebbero suddivisi gli stilisti in: VERI STILISTI, da una parte e CIARLATANI dall’altra.
Questo perché i primi sono di talento apprezzabile (mi è stato fatto il nome di Valentino!) e gli altri non fanno altro, secondo loro, che “ACCOCCHIARE” (si dice dalle mie parti) vestiti che non hanno a che fare l’uno con l’altro, creando stili eccentrici che veramente non riescono a comprendere. Il caso volle che io quella sera avessi una camicia di jeans e la giacca nera di un tailleur. Per loro era un sacrilegio! Indossavo le mie adorate francesine (che loro erroneamente chiamavano parigine!) e li scoprì a guardare quest’oggetto non meglio identificato, con sospetto!
“ Se questa camicia la indossi tu, sei chic, se la indossa l’imbianchino per andare a lavorare non pensi mica che sia chic!”.
Vi riporto le frasi esatte per rendere in senso più immediato l’idea!
Oppure: “ Una volta vidi uno stilista che mi fece paura. Strano, con i capelli bianchi, la pelle grinzosa e il collo della camicia talmente alto da sembrare il collare post-incidente automobilistico!”.
Fu inevitabile una mia risata. Ovviamente, lui non lo sapeva, ma stava parlando di Karl Lagerfeld e io trovai la similitudine con il collare, ottima!
Tutto questo per dirvi come dei ragazzi estranei al mondo della moda, guardino il fashion system.
La serata è continuata, poi, tra frasi e battute di questo genere e io, dunque, ho pensato che sarebbe stato divertente portarli alla prossima sfilata di Vivienne Westwood, solo ed esclusivamente per ascoltare i loro commenti post-show!

 

St.efania