Lifestyle 2

Ma che bel matrimonio!

Marisa Gorza
21 aprile 2013

Tra la Moda e il Design c’è un connubio speciale. Una di quelle unioni che non soffrono mai la noia, continuamente rinnovata com’è da un cocktail di creatività, ricerca, innovazione e gocce di frizzante humour. Tra gli ingredienti non manca comunque il rassicurante sapore della tradizione. Magari espressa con materiali eco friendly, capaci di regalare emozioni e mutare il modo di vivere l’habitat. Ed è dall’osservazione incantata di una natura amica che nascono le nuove proposte Armani Casa con mobili e complementi d’arredo che declinano dal rovere del grande tavolo rétro, alla fibra di banano dell’étagère, ai gusci di cocco  usati per panchette che creano giochi di luce ed ombra. Mentre l’armadio “Gabriel”, ispirato ai vecchi bauli da crociera, è  realizzato in tamo e  profilato  in  cuoio.

E se Giorgio Armani si può definire il precursore del matrimonio fra Moda&Design, anche la Versace, con la linea Home, è stata tra le prime maison a percorrere la strada del marchio differenziato in cui  ha via, via trasfuso lo spirito glamour e rock’n’roll del brand. Colpisce perfettamente nel segno l’edizione 2013 in particolare con la poltrona “Donatella Chair”, caratterizzata  da una struttura in ottone, rivestita in pelle nera, lavorata interamente a mano dagli Haas Brothers, autori pure della “Bondage Bench”, una seduta giocata sull’iconica, trasgressiva sensualità.

Nondimeno, altre griffe prestigiose, durante i giorni del Salone del Mobile milanese(8-14/4) all’interno dei padiglioni fieristici  e nelle varie aree cittadine del Fuori Salone, hanno dato vita a speciali  eventi  e presentazioni (una cinquantina), tanto per mettere in luce le sinergie tra le due eccellenze di un made in Italy lanciato nella riscossa anti crisi. L’iniziativa, già alla 6ªedizione, si chiama Milano Moda Design, appunto.

Eccolo il legame tra trame e oggetti nella collezione Missoni Home, ideata da Angela. Gli inconfondibili zig-zag, le onde e le righe variegate, i fili fiammati e i movimentati jacquard geometrici e floreali passano con nonchalance dai famosi capi in maglia ai soffici pouf, ai divani indoor e alle panche outdoor, ai tendaggi e ai rivestimenti delle grandi lampade a boule… così da creare, entro e fuori  le pareti domestiche, suggestioni multicolour ton sur ton.

E’ un gioioso mondo a colori anche quello di Agatha Ruiz de la Prada con proposte divertenti e tanto rispetto per l’ambiente. Emblematica la linea dei piccoli mobili “Amat”, quali sedute, sgabelli e tavolini impilabili che reiterano la forma a cuore e realizzati un materiali riciclabili. Un cuore palpitante rosso fuxia anche per lo schienale della seggiola, totalmente rivestita da Alessandra Roveda con i fitti punti a mano dell’antica arte dell’uncinetto. Un concept che racconta unicità e  cura tattile  tra il surreale e il vintage.

Ed è proprio l’heritage artigianale che la griffe Louis Vuitton celebra come principio di evoluzione. Come dire che gli storici bauli possono ispirare qualcosa di diverso e plurifunzionale. Basti citare la cinghia- chiudi valigia che diventa un’amaca e un’amaca che diventa uno sgabello pieghevole.

Anche Gherardini Home intende far tesoro dell’artigianalità della raffinata pelletteria. Da un’alleanza con Formitalia sono nati soffici divani in nappa, voluttuosi letti in varie forme, importanti librerie e molti altri pezzi in un total look dell’habitat.

Intanto Roberto Cavalli conferma la sua vocazione per il lusso battezzando la linea per la casa “Gold, Excess and Love” che trasfonde i motivi selvagge e animalier, delle sue toilette ipersexy, su grandi sofà, maxy pouf capitonné e stoviglie in preziosa maiolica. Completano il tutto vasi in vetro di Murano, tocchi di luce dalle trasparenze specchiate e dorate.

Di sensazioni luminose è certo maestro Ingo Maurer con fantastiche creazioni ospitate presso lo Spazio Krizia. Splendenti novità tra le quali spicca la lampada “My new flame” che con un paio di Led riproduce la forma e il magico balenio di una candela. Non è che si tratta di una sfida troppo ambiziosa?

Marisa Gorza


Potrebbe interessarti anche