Volo a vista

Ma come ti vesti?…

staff
20 marzo 2012

E’ per lo meno bizzarro che a lanciare l’interrogativo siano stati Carla Gozzi ed Enzo Miccio, improbabile coppia di maitres-à-habiller cui personalmente non chiederei consiglio nemmeno su come vestire la Barbie per il fidanzamento in casa con Ken.
Resta il fatto che la domanda sorge spontanea di fronte alle scelte a dir poco azzardate di tante signore e signorine, che sembrano incapaci di affrontare la vita se non agghindandosi come a un casting per aspiranti veline.

La primavera sembra arrivata in anticipo. Milano è un trionfo di alberi in fiore che neanche Kyoto. Il termometro della macchina parla chiaro, siamo già arrivati a 20 gradi.
Forse per una passeggiata con le Havaianas ai piedi è presto, ma magari riporre sullo scaffale più alto dell’armadio gli Ugg di montone viola non è poi una scelta azzardata; eppure la biondina bassotto-munita che incontro dalla manicure sembra incapace di separarsi dal suo accessorio moda preferito.

Sono le 11.30 del mattino, è lunedì, la cornice è quella di BaselWorld. L’elite orologiaia del mondo sembra avere un codice moda tutto suo, niente e nessuno risulta sopra le righe, una sorta di diktat calvinista impone un mesto rigore cui nemmeno le hostess all’ingresso degli stand riescono a sfuggire. In giro non c’è una sola donna, nemmeno per sbaglio, di cui dire “Com’è elegante!”, sospirando invidiose e rassegnate.
Ciò nonostante, attraverso il piazzale che collega i padiglioni sfreccia impunita una ragazza di cui sembra essersi impossessato lo spirito di Valeria Marini: incurante di orario, luogo e dress code, lei ondeggia su 10 centimetri di tacco, portando a spasso con fierezza un trionfo di forme in una tuta strapless di seta blu elettrico a micro disegni neri. Mi sento di escludere che sia rimasta così dalla sera prima.

Milano Moda Donna, Febbraio 2012. Va bene, lo so, non sono nè il momento nè il luogo più indicati per puntare il dito, meravigliati su certe tenute che sembrano assemblate troppo presto al mattino, con gli occhi ancora impastati dal sonno e le tapparelle abbassate, perchè solo in simili condizioni di disagio si possono creare abbinamenti tanto ferocemente sbagliati. Eppure…
Eppure, qualcuno ha scelto di uscire di casa una mattina di sabato inguainata in un abito verde ramarro che lascia la schiena completamente scoperta, e ha anche sentito il bisogno di completarlo con una berretta (sì, al femminile, perchè quella cosa floscia e informe non ha la nobiltà di forme e destinazione di un berretto al maschile…) azzurrina, arricchita da una vezzosa veletta.
Ah, la signora che incede altezzosa e barcollante sui tacchi all’interno di questa tenuta è Anna Dello Russo.
Ah, dalla signora Dello Russo mi aspetterei almeno che certi azzardi li componesse da sè, non che priva di fantasia (oltre che di senso del ridicolo) si limiti a indossare la campagna advertising SS 2012 di Jil Sander, senza variare nemmeno i colori.

Sabato pomeriggio di Marzo, orario di struscio o di vasche, che dir si voglia, lungo il cantiere che è diventata all’improvviso Via Montenapoleone.
Per la bella stagione quest’anno la moda ha detto pizzo. E la ragazzina che incrocio a passeggio con l’amica del cuore deve avere detto: “E pizzo sia. Dovunque e comunque, pizzo senza se e senza ma, un trionfo di pizzo geranio. Così sono sicura che si vede che io so cogliere i trend, e già che ci sono lo spalmo sul nero pece, che così sembro anche una che azzarda gli accostamenti, che mangari poi pensano che i trend io li interpreto, altro che seguirli”. Tendo a escludere che alle del pomeriggio sia già pronta per la serata.

Mi rifugio in palestra, almeno lì, fra tapis roulant, bici da spinning e macchine per i dorsali l’errore è impossibile: felpe canotte e panta jazz non hanno mai tradito nessuno. E invece…
E invece sulla step machine di fronte a me c’è di nuovo lei, la versione padana e platinata di Snookie Polizzi, la sola, sospetto, che quando arriva in palestra si trucca e si fa la piega prima dell’allenamento, che si mette anche gli orecchini di cristalli effetto lampadario nella sala del trono a Versailles, incurante del sudore che tanto non le scioglierà il fondotinta (mi sa che è per quelle così che hanno inventato il water proof, perchè ho idea che siano molte di più delle praticanti del nuoto sincronizzato…), ma che forse le ossiderà i lobi delle orecchie.

Assodato dunque che al “Ma come ti vesti?” sembra si possa rispondere con una gamma infinita di espressioni, più discutibili che creative, mi sorge il sospetto che la domanda vera – cui trovare risposta è molto ma molto più arduo – sia “Ma soprattutto, perchè lo fai???”!

Wendy Maxwell

Wendy Maxwell (non) esiste, ma ha un punto di vista ironico su quello che succede, mentre vola prende appunti e trova spunti, su cui riflette e sorride aspettando la fine del mondo che, se anche poi non arriva, si va avanti già allenati. Osserva curiosa Milano – la città dove (non) vive, dove tutto potrebbe succedere, ci raccontiamo che sta succedendo e magari non succederà mai. Sbircia tutti i particolari, nessuno escluso, osservandoli dall’alto con distaccata eleganza.