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Made In: il commissario deve fare gli interessi dell’Europa

staff
22 gennaio 2013

“Il dibattito in Aula sul Made in ha dimostrato ancora una volta la piena volontà del Parlamento europeo di difendere un Regolamento che riporta dopo anni di ingiustizie i cittadini europei e le imprese manifatturiere europee ad avere gli stessi diritti dei cittadini e delle imprese dei nostri grandi partner e competitori economici come Stati uniti, Cina, Canada, Brasile ecc. Il Commissario De Gucht ha anche affermato in Aula che il Parlamento può dire (bontà sua) la sua opinione prima che la Commissione decida effettivamente il ritiro, ma ancora una volta dimostra di non volerne tenerne conto anche se alla fine dichiara di essere disposto ad altre soluzioni e a venire alla Commissione commercio internazionale per esaminarle con i parlamentari” – ha  detto l’on. Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione Commercio internazionale e relatrice del Regolamento Made in che ha rimarcato come sia “un falso indicare il regolamento obsoleto perché vecchio di 7 anni in quanto quello votato dall’Aula nel 2010 era diverso da quello originale ed aveva avuto, dopo la grande approvazione del Parlamento, il pieno consenso dello stesso De Gucht, ne’ può essere sostenuta la tesi che all’interno dell’OMC possano coesistere in uno spirito di piena e corretta concorrenza, paesi che garantiscono l’informazione ai cittadini e alle proprie imprese mentre l’Unione europea e’ condannata ad essere privata di tale diritto democratico. Si aprono comunque nuovi margini di lavoro sia perché De Gucht ha parlato di un probabile interessamento del dossier da parte del Vicepresidente Tajani sia perché lo stesso De Gucht affronterà una discussione in Commissione Commercio su nuove soluzioni che noi vogliamo siano in linea con l’impianto attuale del Regolamento.
Respingiamo totalmente l’affermazione di De Gucht che l’attuale proposta non sia buona perche se non era buona deve spiegare per quale motivo l’ha presentata, l’ha condivisa e ha fatto perdere all’Europa altri tre anni di tempo.
Come relatore chiedo all’attuale e al prossimo Governo italiano un impegno specifico ed inderogabile per ottenere l’approvazione di un provvedimento che specie in un momento di crisi economica come quella attuale con l’invasione di merci illegali e di marchi contraffatti, e’ necessario per riportare correttezza nel mercato e fiducia e lavoro nell’impresa”.


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