Letteratura

Made in Italy: un tesoro da salvaguardare

staff
24 aprile 2011


Ultimamente si parla molto di Made in Italy ma spesso si ignora la natura dei grandi successi di aziende che, pur rimanendo di medie dimensioni, hanno permesso all’Italia di diventare la seconda potenza industriale ed esportatrice europea, seconda solo alla Germania, e la quinta potenza manifatturiera mondiale.
L’Esposizione Universale di Shanghai, tenutasi lo scorso anno, è stata un’importante occasione per far conoscere le eccellenze del nostro Paese a decine di milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo ma soprattutto alla sempre più agiata middle class cinese, vero motore della ripresa delle esportazioni italiane.
L’Italia si è inoltre impegnata molto per salvaguardare il Made in Italy anche in sede europea, a Bruxelles.
L’economia italiana è fortemente frammentata in PMI che esportano per il 20.5% del totale nazionale ma proprio grazie alla presenza diffusa di eccellenze imprenditoriali riesce a competere in un mercato sempre più globale.
La sola provincia di Milano esporta come l’intero Israele (oltre 35 miliardi di euro), Torino come la Grecia, Vicenza come la Tunisia e Bergamo più dell’Ecuador.
Per chiarire il tema del Made in Italy Angela Cristofaro ha curato un volume, edito da Gremese, che racconta la storia di 30 aziende che si sono contraddistinte nel mondo rendendo i prodotti italiani sinonimo di eccellenza creativa e qualitativa, affidabilità, bellezza ed eleganza.
Si parla di piccole realtà come Acqua di Parma, passata nel 2001 alla francese LVMH, e grandi gruppi come la Giorgio Armani che, ancora nelle mani del fondatore, ha fatturato nel 2009 oltre 6 miliardi di euro.
Non mancano poi veri e proprio colossi come Benetton che è presente ora in 120 paesi del mondo e nel 2009 ha fatturato 2.049 miliardi di euro.
La moda è indubbiamente il settore in cui il Made in Italy sembra aver davvero conquistato il mondo: da Bulgari a Luxottica, passando per Gucci, Valentino e Missoni, l’Italia è un vero concentrato di eccellenze da salvaguardare con cura.
Non bisogna però dimenticare che il nostro Paese non è famoso solo per questo ma che nel mondo ci conoscono per le tre F: Fashion, Food e Furniture (in italiano sono tre A: Abbigliamento, Alimentare, Arredamento).
Eccellenze italiane da ricordare sono quindi Barilla, la Mozzarella di Bufala Campana D.O.P., salvaguardata dal Consorzio che porta il suo nome, e il colosso Ferrero.
Per quanto riguarda infine l’arredamento vanno citati Natuzzi e il Gruppo Poltrona Frau, proprietario, oltre che del marchio omonimo, anche di due storici marchi Made in Italy come Cappellini e Cassina.
Sfogliando le 222 pagine del volume si scopre come il sistema imprenditoriale italiano, spesso criticato per le sue ridotte dimensioni, sia invece un grande tesoro da salvaguardare e che deve, sempre di più, guardare ai grandi mercati emergenti per continuare a dominare la scena internazionale con l’eccellenza che lo contraddistingue.

Luca Micheletto


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