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Made in Italy?

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8 aprile 2011

Nel centocinquantesimo anno dell’Unità d’ Italia, il patriottismo, che sembrava essere stato dimenticato e che pare sia improvvisamente saltato agli onori delle cronache, ha contagiato anche me ed è stato inevitabile porsi due domandine.
Tutti sanno che il mondo invidia il nostro Made in Italy, la nostra classe, il nostro gusto e la nostra eleganza.
Ma pare che ultimamente molte aziende italiane abbiano dovuto affidare la gestione delle proprie finanze a gruppi stranieri.
LVMH e PPR sono gli acronimi di due importanti holding francesi che si spartiscono il mercato dei beni di lusso. Procediamo con calma.
LVMH sta per Loius Vuitton Moet Hennessy, la prima, come tutti sanno è una delle aziende più importanti nel campo della moda e la seconda si occupa di vini e alcolici. La loro fusione ha generato la nascita del colosso che oggi vanta più di sessanta brand e che cerca di ampliare la propria internalizzazione puntando soprattutto su marchi americani e italiani.
E’ di poco tempo fa la notizia, infatti, dell’acquisizione nel Marzo 2011 di Bvlgari, la cui famiglia detiene la maggioranza delle azioni ma il controllo della società è stata completamente affidata alla holding francese.
Non solo. LVMH possiede anche il gruppo Fendi dal 1999 e il marchio Emilio Pucci, avendo acquistando i diritti sul logo e sulle creazioni storiche della Maison.
PPR invece sta per Pinault-Primtemps-Redoute.
La concorrenza tra le due holding francesi risale alla contesa per l’acquisizione di Gucci, casa di moda italiana fondata da Guccio Gucci.
Il management della società interpellò direttamente la PPR chiedendole di contrastare l’offerta fatta da LVMH per il controllo della Maison.
Gucci a sua volta possiede Balenciaga, Yves Saint Laurent, Sergio Rossi, Bottega Veneta, Stella McCartney e Alexander McQueen.
Fortunatamente ci sono anche aziende che mantengono intatta la propria gestione, totalmente all’italiana.
Parlo della Giorgio Armani S.p.a e della Gianni Versace S.p.a, gestita completamente dalla famiglia, con Santo Versace come presidente e Donatella Versace come vicepresidente e direttore creativo.
C’è poi, Diego Della Valle, inserito da Forbes tra gli uomini più ricchi del mondo.
Partendo dall’azienda di calzature del padre, oggi è proprietario della Tod’s che annovera tra i suoi marchi più prestigiosi Hogan, Ballantyne, Roger Vivier e Fay. Siede, inoltre, nel consiglio d’amministrazione di LVMH.
Tutta questa digressione sulla situazione attuale delle maggiori aziende italiane, per dire cosa?
Per sottolineare come il Made in Italy vada salvaguardato e protetto, aiutato e sostenuto affinchè possa continuare ad essere considerato motivo di vanto per il nostro paese fatto di artigiani, artisti e creativi di prim’ordine.
Ieri svogliavo Vogue Paris.
Ecco, in ordine, le prime nove pubblicità presenti: Lancome, Dior, Gucci, Chanel, Armani, Prada, Tod’s, Burberry, Miu Miu. Un buon 50 % mi pare ottimo.

St.efania