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Blog del Direttore

Magia Maserati

Luca Micheletto
22 dicembre 2014

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Ci sono alcuni simboli italiani che accompagnano i nostri sogni fin da piccoli perché fanno parte del nostro dna, della nostra storia. Tra questi c’è sicuramente Maserati, una delle eccellenze nostrane più apprezzate in giro per il mondo.
Quando la Casa di Modena mi ha invitato a trascorrere un paio di giorni in azienda in occasione delle celebrazioni per il Centenario ho accettato subito, senza un attimo di esitazione. Poter scoprire da vicino come nascono le famose auto con il Tridente e rimanere estasiati dalla precisione e dal susseguirsi costante delle singole lavorazioni è qualcosa che auguro a qualsiasi amante del Bello e del ben fatto in ogni sua forma.

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Maserati è un esempio splendido di quelle grandi storie italiane nate grazie allo spirito imprenditoriale di uomini illuminati e lungimiranti. Fondata nel 1914 a Bologna da Alfieri Maserati con solo 5 dipendenti – tra cui i due fratelli, Ettore ed Ernesto – si occupava inizialmente di sviluppare le Isotta Fraschini, auto per gare su strada. Successivamente, nel primo dopoguerra, Alfieri Maserati diede inizio alla sua attività come corridore agonistico: iniziò a correre con le vetture Isotta Fraschini e ottenne numerosi titoli in gare di notevole importanza per l’epoca, come il circuito del Mugello, l’Aosta-Gran San Bernardo e laSusa-Moncenisio, non lontano da Torino.

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La prima automobile interamente Maserati fu fabbricata nel 1926 e si chiamò “Tipo 26”. Su questa vettura apparve per la prima volta il simbolo della Maserati: Mario Maserati, l’unico dei fratelli che alle automobili aveva preferito la carriera artistica, scelse infatti il tridente stilizzato ripreso dalla fontana del Nettuno di Bologna.
Nel 1937 l’azienda venne ceduta all’allora famoso industriale modenese Adolfo Orsi, e la Maserati si trasferì da Bologna a Modena, in viale Ciro Menotti. Dopo un periodo di crisi negli anni Settanta, Maserati ritorna protagonista della scena automobilista mondiale dopo l’ingresso nel 2005 in Fiat Group, da cui era già transitata nel 1993.

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Da sempre amata negli Stati Uniti, il brand diventa un vero e proprio status symbol nella Cina del boom economico grazie alla Quattroporte (apprezzatissima anche dalle giovani imprenditrici mandarine) e, nonostante la crisi economica, riesce a mantenere una posizione forte in Italia, Paese che occupa ancora la terza posizione tra i grandi acquirenti del Tridente, grazie anche al lancio della Ghibli, una vettura quattroporte più maneggevole e dall’entry price più accessibile.
A dimostrarlo i brillanti risultati emersi di recente in occasione della presentazione del bilancio 2013 di Fiat Chrysler: 15.400 vetture vendute, 1,7 miliardi di fatturato (quasi il 10% dell’intero incasso annuale registrato dal gruppo Fiat in Europa attraverso la vendita di 950 mila pezzi) e, ciliegina sulla torta, margine lordo del 15,9% nell’ultimo trimestre dell’anno contro il 15,6% registrato da Ferrari.

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Ma la più grande emozione della duegiorni vissuta a Modena – oltre alla straordinaria esperienza gastronomica all’Osteria Francescana di Massimo Bottura – è stata la prova su strada di questi gioielli della meccanica e dell’estetica. Il confort di guida, la cura per ogni singolo dettaglio degli interni e la possibilità di personalizzazione che raggiunge il miliardo di combinazioni disponibili fanno sì che Maserati continui ad essere una di quelle grandi eccellenze italiane di cui andare fieri.